fu quando allungò una mano per sfiorare quella bellezza che la statua iniziò a sgretolarsi.
spaventato cercò di rimettere le cose com’erano, ma più sfiorava quel corpo, più grandi erano le parti di sabbia che scivolavano via.
in preda al panico, tentò di ricomporla, di tamponarla, di evitare che il disgregamento continuasse, ma tutto era inutile, la bellezza di quel tesoro stava sfiorendo come le antiche mummie che a contatto con l’aria, svaniscono e divengono polvere.
piangendo cercò persino di abbracciare quella figura informe che rimaneva, cercò di trattenere quelle ultime curve che delineavano fino a poco prima il corpo di una splendida donna, tentò invano di rimediare al suo gesto…
ma tutto quello che gli rimase, fu un mucchio di sabbia.
restò così, in ginocchio in mezzo alla stanza di quel tempio illuminato solo dalla luce di qualche fiaccola, immobile, con gli occhi bui, gonfi di lacrime, con solo un ricordo, sparso sul pavimento.
Il tempio di sabbia
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