Nuovo iPod

a dire il vero ce l’ho gia’ da una settimana, ma visto il natale incombente l’ho fatto passare come regalo natalizio.
e’ splendido, un vero gioiellino sia di design che di tecnica, schermo molto luminoso, si vedono bene sia le foto che i video, si integra facilissimamente col sistema (uso OS X), e finalmente gestisce anche le “compilation” in modo decente cosi’ da averle ordinate tutte insieme e non doversele cercare tra gli album.
poi, gia’ che c’ero, mi sono regalato anche le calzette colorate molto trandy e fescion, visto che nella scatola non era incluso un beneamato. quando avevo preso quello da 15GB mi avevano dato custodia da cintura, alimentatore, dock e telecomando. qua e’ tanto se c’era il cavo USB… ma vabbe’, piano piano prendero’ quello che mi serve, quantomeno un alimentatore.

[mygal=ipod]

These are the wonders in Milano!

Dark Tranquillity

Venerdi’ sera, a Trezzo d’Adda, al Live Club, si e’ tenuto il loro concerto.
quest’anno e’ la seconda volta che li vedo dal vivo ed anche venerdi’ e’ stato uno spettacolo. lontano dall’essere uno show con luci, fuochi, coriandoli e quant’altro si trova nei grandi concerti, ma questo tipo di concerto, con la band vicina al pubblico, ha un che di intimo, che li rende ancora piu’ emozionanti.
prima di loro gli Hatesphere e i Chimaira hanno scaldato un po’ il pubblico con un metal grintoso e aggressivo. poi, loro, ancora una volta un’esibizione unica, pezzi dagli ultimi album come Lost to apathy, The new build, The treason wall, Damage Done e Heaven, ma anche pezzi dal passato come Punish my heaven, Zodijackyl light, ThereIn e persino Freecard.
puliti, energici, precisi, pochissime sbavature, come sempre impeccabili. …mi fanno impazzire quei loro pezzi melodici, carichi di malinconia, che sembrano combattere con riff potenti e incalzanti.

e di certo non poteva mancare un’altra maglietta con un altro capolavoro di Sundin

Grazie ragazzi, Grazie Dark Tranquillity.

What can you tell me of the inside
Is it as bright as all can see?

Le cose accadono

all’inizio le cose capitano come niente, nel senso che capitano e basta. poi le cose si incastrano tra loro e quel niente non basta piu’. non basta piu’ perche’ cominci a provare la sgradevole sensazione di essere rimasto incastrato nelle cose o, peggio ancora, che le cose ti abbiano incastrato. e quando non basta piu’, come niente ti fai venire strane idee, nel senso di idee sbagliate. pensi di poter prendere le cose di petto e chiedere spiegazione. pensi di poterle guardare dritto negli occhi, le cose, e di sbottare, Ma perche’ cazzo siete capitate a questo modo? dico, dici, ma vi sembra questo il modo? le cose niente, come non avessi parlato. perche’ le cose non conoscono l’educazione e non la smetteranno certo di incastrarsi perche’ ti sei sforzato di guardarle negli occhi.
e non e’ nemmeno detto che le cose ce l’abbiano, gli occhi. in fondo, visto il modo in cui capitano, non sembra che ne abbiano tutto questo bisogno. anzi. recenti statistiche dimostrerebbero che spesso la storia – il termine tecnico con cui gli studiosi chiamano l’incastrarsi delle cose – e’ come l’amore, cioe’ cieca. questo pero’ non spiega come le cose riescano a incastrarsi cosi’ bene. ci dice solo che non possiamo fare a meno di sentirci raccontare delle storie e di innamorarci della persona sbagliata[...].

(tommaso pincio – lo spazio sfinito)

Enrico Ruggeri – La preghiera del matto

Io sono l’ospite che vaga dentro ad un cortile
con il pensieo lento più del passo,
come un maiale nero abbandonato in un porcile
a cui si tira un sasso.

I miei ricordi del passato non ho più
per il troppo dormire.

E’ tutto quanto confiscato e non c’è più:
l’hanno fatto sparire.

Oh Gesù mio, figlio di Dio,
abbi pietà di tuo figlio.
Oh Gesù mio, oh Gesù mio,
lascia un sorriso per me.

Io sono il peso su coscienze poco attente alla vita,
opulente e sposate tra loro.
Sono la carta rovinata dentro alla partita,
canto fuori dal coro
e mangio pane e bevo vino che non ha
più quel santo sapore
e devo chiudere la porta sopra al mio
vergognoso dolore.

Oh Gesù mio, figlio di Dio,
abbi pietà di tuo figlio.
Oh Gesù mio, oh Gesù mio,
lascia un sorriso per me.

Oh Gesù mio, figlio di Dio,
abbi pietà di tuo figlio.
Oh Gesù mio, oh Gesù mio,
lascia un sorriso per me.

Sono il custode di una cattedrale abbandonata
senza minimi cenni di vita.
Sono la rondine a cui l’ala è stata frantumata
ad estate finita.
Nella voragine dei miei silenzi c’è
il destino di un uomo,

ma della voglia di morire chiusa in me
io non chiedo perdono.

Oh Gesù mio, figlio di Dio,
abbi pietà di tuo figlio.
Oh Gesù mio, oh Gesù mio,
lascia un sorriso per me.

Oh Gesù mio, figlio di Dio,
abbi pietà di tuo figlio.
Oh Gesù mio, oh Gesù mio,
lascia un sorriso per me

“Capatonda” e Ubisoft parte 2 e 3

frank lo rutto

Avevo gia’ fatto un post riguardo alla ubisoft e alla sua campagna per Prince of persia i due troni.
ora sono stati pubblicati tutti e tre i capitoli del “vero diario degli sviluppatori” di questo gioco. in tutti e tre i capitoli, Frank Lo Rutto ci porta a scoprire alcune delle caratteristiche principali, la dualita’ del personaggio, le sue terribili armi, i suoi mezzi, la sua storia. Rinnovo i miei complimenti per la Ubisoft e la sua ironia e non posso che apprezzare il lavoro svolto dalla short-cut per questi documentari d’autore.

ROTFL

xbox 360

Dopo il mercato statunitense, e’ l’ora di quello europeo ed oggi 2 dicembre era la data fissata.

rumor giravano da tempo sullo scarso numero di console in circolazione, ma nonostante questo, pur senza prenotazione, sono riuscito a trovarne una con la quale ora posso giocare.

dopo un breve test, la console sembra funzionare correttamente e finalmente prende vita anche la mia gamercard qui a lato :P

per l’occasione ho anche scattato qualche foto prontamente messa in linea con il contenuto della scatola xbox360.
la galleria e’ presente nella sezione photo.