Le cose accadono

all’inizio le cose capitano come niente, nel senso che capitano e basta. poi le cose si incastrano tra loro e quel niente non basta piu’. non basta piu’ perche’ cominci a provare la sgradevole sensazione di essere rimasto incastrato nelle cose o, peggio ancora, che le cose ti abbiano incastrato. e quando non basta piu’, come niente ti fai venire strane idee, nel senso di idee sbagliate. pensi di poter prendere le cose di petto e chiedere spiegazione. pensi di poterle guardare dritto negli occhi, le cose, e di sbottare, Ma perche’ cazzo siete capitate a questo modo? dico, dici, ma vi sembra questo il modo? le cose niente, come non avessi parlato. perche’ le cose non conoscono l’educazione e non la smetteranno certo di incastrarsi perche’ ti sei sforzato di guardarle negli occhi.
e non e’ nemmeno detto che le cose ce l’abbiano, gli occhi. in fondo, visto il modo in cui capitano, non sembra che ne abbiano tutto questo bisogno. anzi. recenti statistiche dimostrerebbero che spesso la storia – il termine tecnico con cui gli studiosi chiamano l’incastrarsi delle cose – e’ come l’amore, cioe’ cieca. questo pero’ non spiega come le cose riescano a incastrarsi cosi’ bene. ci dice solo che non possiamo fare a meno di sentirci raccontare delle storie e di innamorarci della persona sbagliata[...].

(tommaso pincio – lo spazio sfinito)

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