
La danimarca, nella storia, ha dato i natali a un certo Hans Christian Andersen, padre di alcune tra le fiabe piu’ famose e popolari di tutto il mondo. Oggi, il piccolo regno scandinavo, si tiene al passo coi tempi moderni ed oltre a causare crisi internazionali di carattere religioso a livello mondiale, gli autori danesi si mettono ad imitare gli americani dei South Park, Simsons, Beavis & Butthead (che a loro volta imitavano tutti gli inglesi Monty Python), creando un umorismo nero che fa leva su battute forti, sangue, violenza. un vero e proprio oltraggio alle regole del buon costume, soprattutto se al centro della storia si mettono dei ragazzi adolescenti.
Un tempo un grande scrittore disse che c’era del marcio in danimarca, e forse non si sbagliava, ma quel ridente paese collinoso e freddo ha forse sfornato un piccolo capolavoro.
il film in questione e’ un lungometraggio in 3D, che vede come protagnonisti dei ragazzi adolescenti con svariati problemi, ci sono i classici bulli, i classici sfigati vittime dei bulli e via dicendo; gag violente e fuori dal normale si susseguono in questo film del 2004 che ha sbancato in patria ma che non ha avuto un grande successo all’estero.
perche’ allora parlane su questo blog?
perche’ il doppiaggio italiano di alcuni personaggi e’ affidato a Elio, Cesareo, Faso e Tanica, degli Elio e le Storie Tese. gia’ doppiatori di Beavis & Butthead, tornano ai microfoni per dare le voci a questi buffi personaggi con la loro tipica cadenza, con i loro stereotipi di linguaggio giovanile e con il loro tipico accento milanese che, per diretta ammissione, vuole essere una contrapposizione alla sempre piu’ romanita’ che spopola in qualsiasi film italiano contemporaneo.