che argomento noioso…
oramai ci sono cosi’ tante notizie al riguardo, che e’ davvero stancante sentire continuamente queste “minacce”. molto meglio preoccuparsi di cose piu’ serie come la minaccia religiosa o la minaccia d’invasione da parte dello straniero, a chi volete che importi, oggi, come sta il nostro pianeta. c’ho il clandestino che mi bussa alla porta, il talebano imbottito e l’islamico che gioca al piccolo chimico. non ho tempo di preoccuparmi delle foche, dell’acqua alta e dell’estinzione dei panda. tiratevi su i pantaloni se avete i piedi a mollo.
“i ghiacci si scioglieranno” gridano gli allarmisti, ma in quanto tali, allarmisti cioe’, non vanno presi in seria considerazione (dovrebbero correggersi dicendo “una bomba fara’ sciogliere i ghiacci”, magari sarebbero piu’ ascoltati). si’, e’ vero, si sciolgono, ma non e’ un problema che rigaurda noi, riguardera’ i nostri figli, che molto premurosamente ci preoccupiamo di mettere al mondo e di fare il possibile per assicurargli un futuro infernale, con una bella culla, tanti bei vizi e un pianeta che collassa.
il Mascetti, nell’alluvione di firenze tranquillizza il vicinato dicendo che tanto sono su un’altura e li’ l’acqua non arrivera’. un attimo dopo fugge inseguito dall’onda che distrugge tutto.
noi diciamo che e’ un problema che non ci tocchera’ piu’ di tanto, ed i piu’ attenti, costruiscono una barca.
“e’ un problema che dovremo affrontare”, ed intanto, le isole di tuvalu affondano, non come venezia, non sprofondano loro, no, in modo molto piu’ drammatico, e’ l’oceano che le sommerge.
noi, composti nelle nostre cittadine cementificate, snervati da stress quotidiani, vite da ufficio e problemi di intercettazioni telefoniche, chiudiamo gli occhi e sognamo di stare spaparanzati al sole con un bel cocktail in mano in qualche isola del pacifico…
e allora dobbiamo salvarle quelle isole. si’, salvarle.
si’, salvarle, perche’ qui sta andando tutto a puttane. la famosa corrente del golfo si sta raffreddando, i venti cambiano direzione, posti che non hanno visto uragani per centinaia di anni, vengono spazzati via da tempeste fortissime che si ripetono piu’ volte nel giro di un mese, intere citta’ vengono rase al suolo, e le isole piu’ piccole, spariscono, e se non ci svegliamo, affogheremo nel mare di stronzate che abbiamo fatto negli ultimi due secoli e tutto quello che ci rimarra’, sara’ la nostra vita snervata senza nemmeno piu’ quel sogno di fuga, che avremo distrutto e annientato insieme a tutto il resto.
segue la storia strappalacrime di Terry Dahl
Terry, norvegese, cresce in uno degli stati piu’ vicini al circolo polare artico, ma non e’ da qui che vede il disastro compiersi.
un giorno, prende la sua barchetta lunga 22 piedi, e in solitaria, dalla norvegia arriva nelle isole salomone (oceania, dall’altra parte del mondo). qui la barca si rompe gravemente e lui torna in patria. 4 anni dopo torna laggiu’, a Tuvalu, si accoppia con una bellissima indigena locale e realizza il sogno di ogni lupo solitario, si stabilisce con questa donna in un’isola deserta del pacifico. no dico, non so se avete capito il norvegese… mica scemo.
tutto bene fino a quando 5 anni dopo e due figli partoriti (da lei), inizia a cambiare qualche cosa; non la vita coniugale, ma il mare.
in quelle isole non si vedevano mai uragani e all’improvviso se ne sono abbattuti 3 nel giro di un mese, uno piu’ forte dell’altro. l’oceano saliva e la loro vita era in pericolo. il loro atollo stava sparendo. terry, la sua mugliera e i suoi due bebe’ sono cosi’ partiti, hanno abbandonato l’isola meravigliosa del pacifico e sono andati in un paese che almeno per ora non affoga, la fredda ed inospitale norvegia col suo inverno lunghissimo. addio calda estate.
oh, ma che palle ‘sta storia… per fortuna che che tra poco ci sono i mondiali.