Brasile, e’ finita

dal sito della fifa world cup

Carlos Alberto Parreira (BRA):
“Sono molto triste, e con me la squadra. Non eravamo preparati a uscire dal torneo. Abbiamo cominciato bene con una manovra abbastanza fluida, ma il nostro attacco non è riuscito ad esprimersi perché la Francia, come le altre nazionali che abbiamo incontrato, rientrava sempre con tutti gli uomini. Le abbiamo tentate tutte e abbiamo anche avuto qualche occasione.

La Francia ha giocato con grande personalità. (Zinedine) Zidane è un giocatore che conosciamo, uno dei migliori degli ultimi dieci anni, comunque la nostra difesa si è ben comportata, e infatti il loro gol è arrivato sugli sviluppi di un calcio da fermo.

Dal punto di vista tecnico, la nostra è un’ottima formazione, piena di esperienza, ma quando non vinci il titolo, significa che qualcosa è mancato. Abbiamo avuto qualche problema e forse avevamo bisogno di una preparazione più lunga per acquisire una forma migliore e creare un bel gruppo unito. Non sono comunque preoccupato se potrò portare avanti o meno il lavoro come tecnico della Seleção”.

A casa!!!!
fin dalla prima partita del mondiale che hanno giocato, si era visto chiaro: questo brasile era di una pesantezza allucinante, lento, macchinoso, capace di affidarsi solo a qualche invenzione dei suoi indiscussi fuoriclasse.
non c’era un minimo di coralita’, solo dei gran tiri potenti, ma tutti contro squadre “deboli”, con poche capacita’ difensive.
ed ecco la Seleção alla sua prima vera partita, contro una francia ritrovata, contro una difesa storicamente solida, eccoli i campioni e superfavoriti, eccoli a disperdersi, eccoli costretti a mettere in campo tutti i bombardieri possibili nella speranza di riuscire a buttarla dentro, eccoli a rincorrere.
gia’ contro il giappone erano finiti sotto di un gol, ma li’, bastava insistere a tirare e prima o poi entrava, una difesa inesistente rese facile la rimonta e il sorpasso.
spavaldi, giocolieri, supponenti, pomposi, convinti di aver gia’ vinto il titolo ancora prima che le qualificazioni fossero chiuse, sconfitti da un Ecuador sorprendente nel girone sud americano, dichiararono la formazione titolare con mesi di anticipo, come se non avessero nulla da temere, come se il titolo avesse gia’ il loro nome sopra.
“non eravamo pronti a uscire”… eccerto, erano pronti a credere che li avrebbero lasciati passare solo perche’ “o brasil”, privi di ogni minimo rispetto per questo torneo, sempre sorridenti, con la faccia sicura, con allenamenti a base di risate e scherzi, clima disteso per giocare piu’ sereni… ma anche privi della concentrazione necessaria.
a casa brasil!! a casa!!

vorrei chiarire che non ce l’ho col brasile o coi suoi giocatori, ma con l’atteggiamento che hanno assunto, con quel modo di scendere in campo sottovalutando tutto e tutti, troppo convinti dei loro mezzi. un allenatore che non aveva minimamente il controllo dei suoi giocatori, sempre in disparte mentre era il secondo a fare tutto il lavoraccio di comunicazione coi suoi.

mi dispiace per il brasile e per tutti i brasiliani che ci speravano. ma sono contento per questa squadra spocchiosa. non e’ questo l’atteggiamento per diventare campioni del mondo.

Boten Anna

Arriva dalla svezia, si chiama Basshunter ed ha dato vita alla hit dell’estate: Boten Anna!
la canzone trae ispirazione dalla rete IRC, luogo dove i giovani scandinavi passano tantissimo tempo, e col suo testo vuole denunciare il comportamento di alcuni amministratori che utilizzano dei roBot per amministrare la chat. il problema e’ che spesso questi utenti fasulli volti alla moderazione, traggono in inganno e sembrano talmente umani, da illudere le giovani menti.
Basshunter, con un pezzo fresco e vivace, sottolinea questa cosa e lui, non si fa fregare dalle chat, non cade in tranelli e tentazioni, anche quando Anna gli dice “Jag är ingen bott” (non sono un bot), lui le risponde “För i mina ögon är hon alltid en bott” (ai miei occhi, sarai sempre un bot), per non distruggere quel sogno che era la ragazza perfetta, capace di bannare tutti molto bene e di tenere ordinato il canale.
qui potrete trovare il video, sottotitolato in diverse lingue e e il testo

Lo squallore dell’aams

Ne avevo gia’ parlato qualche mese fa del provvedimento del “vecchio governo”, quello volto all’oscuramento di alcuni siti di scommesse che non si erano asscoiati con le tesorerie italiane.

ora, da qualche settimana, in concomitanza coi mondiali, va spesso in onda una pubblicita’ della AAMS (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) per il gioco sicuro. la pubblicita’ mette in mostra dei ragazzi alle prese con un sito di scommesse “poco chiaro” e lo slogan recita: “non farti truffare”.
la sola truffa che trovo io, e’ la pubblicita’ stessa, in quanto si riferisce palesemente a tutti quei siti che non fanno parte dell’aams e che quindi non pagano le tasse all’italia; l’ingannevolezza della pubblicita’ sta nel fatto che non tutti i siti stranieri, sono siti illegali. per fare un esempio, tra i siti oscurati, c’e’ anche Betfair, bookmaker inglese che ha gia’ stipulato accordi con diversi enti internazionali per garantire la legalita’ delle proprie scommesse (tra cui la FIFA stessa), ma dalle nostre parti, viene accumunata a siti illegali. complimenti.

senza consideare che un provvedimento simile (lo ricordo ancora), nega il libero mercato e le piu’ basilari norme di libera concorrenza che favorirebbero il consumatore finale.
complimenti. complimenti alle reti che mandano in onda questo schifo.
negli stati uniti, le scommesse sono illegali e il sito, semplicemente non accetta scommettitori e carte di credito provenienti dagli USA. nonostante questo, il sito e’ perfettamente visibile, come e’ giusto che sia in un libero paese, in un libero mercato, in una democrazia.
qui, nel Bel Paese, invece, il sito non e’ visibile, nonostante le scommesse siano legali. si e’ preferito procedere ad un oscuramento, ad una censura preventiva, ad un atteggiamento illiberale, ad un provvedimento tipico di regimi come quello cinese e/o fascista. per impedirmi di infrangere la legge italiana, mi impediscono di recuperare informazioni sulle quotazioni all’estero, per fare un esempio di quello che mi impediscono di fare.

complimenti ai governanti.

Betfair was launched in June 2000 and has become the largest online betting company in the UK and the largest bet exchange in the world. Betfair currently has over 100,000 clients and a turnover in excess of £50m/week

betfair e’ stato lanciato nel giungo del 2000 ed e’ diventato la piu’ grande compagnia di scommesse nel regno unito e nel mondo. betfair ha attualmente oltre 100.000 clienti e muove piu’ di 50milioni di sterline alla settimana.
www.betfair.com

unico aspetto della pubblicita’ in questione e’ la colonna sonora di Ian McCulloch, Seasons, canzone davvero splendida.

Torino ancora in A

torino football club

lo so, lo so, in questi giorni, ci sono i mondiali, c’e’ un ecuador che vince al suo esordio 2-0, c’e’ un angola che seppur lottando perde 1-0 col portogallo, domani gioca l’italia… ma questa sera e’ un’altra la notiziona.
“torino ancora in A”… questa frase puo’ essere soggetta a tante interpretazioni, si puo’ pensare che finalmente il torino ritorna in serie A dopo anni di serie cadetta, si puo’ pensare che nonostante i problemi della Juve e le minacce pesanti di serie x, la citta’ di torino rimarra’ rappresentata nella massima serie dai cugini granata, oppure si puo’ anche pensare che per il secondo anno di fila il torino conquista una qualificazione in A (l’anno scorso, nonostante il secondo posto, rimasero in B per il fallimento finanziario).

si sa’, il mio cuore ha sempre palpitato ad intervalli nero-azzurri, ma questa volta, sono davvero contento per i granata, un po’ per le sue vicissitudini dell’anno scorso, un po’ per il loro nuovo presidente che non so per quale motivo mi ispira simpatia, un po’ per le mie dannate amicizie che mi hanno infettato… e un po’ perche’ almeno e’ una tifoseria in piu’ contro i gobbi.
comunque sia, questa notte il Torino FC ha compiuto una vera e propria impresa. concluso al terzo posto il campionato, sono stati costretti ai play-off, e se dopo aver battuto il cesena, sembrava quasi fatta, l’andata della finale aveva gettato un’ombra pesantissima sul probabile risultato finale. sconfitto 4-2 fuori casa, sembrava che il mantova fosse gia’ in serie A.
ma al Delle Alpi tutto si e’ ribaltato: Rosina e Muzzi fissano il risultato sul 2-0 nei tempi regolamentari e per il complicato regolamento della serie B, i gol fuori casa non hanno il valore aggiunto, portando cosi’ le squadre ai supplementari che si aprono alla grande col gol di Nicola che porta il torino sul 3-0 e quasi in A.
pochi minuti dopo, Fantini si fa espellere e il Mantova segna un rigore fissando il risultato sul 3-1 finale. inutle l’arrembaggio finale che porta il mantova quasi al gol in piu’ di un’occasione, il risultato aggregato finale e’ di 5-5, ma per il miglior piazzamento in campionato del Toro, non c’e’ bisogno dei rigori e “torino ancora in A”.
Felicissimi i 58 mila tifosi che avevano riempito il Delle Alpi, notoriamente “vuoto” per le partite bianconere, felicissmo sara’ anche il presidente Cairo che ha dato nuovo vigore ad una squadra che alla fine della stagione dell’anno scorso sembrava destinata a scomparire, felicissimi i giocatori che hanno finalmente riportato la societa’ nella massima serie…

…e ad essere sincero, non mi capacito della mia di felicita’.

ps. comunque Figo ha fatto una partita formidabile contro l’angola. e’ merito suo il gol di Pauleta.

Estate 2005

Alle porte ormai dell’estate del 2006, ecco, con rigorosa puntualita’ le foto delle vacanze estive 2005.
ad essere sinceri erano gia’ state caricate nelle versioni precedenti del blog, ma non erano ben evidenziate. ora, nella pagina delle fotografie, trovano il loro giusto spazio.

Inside Man

inside man

La storia del cinema, e’ piena di criminali che diventano gli eroi. Capita spesso che il “cattivo” di un film diventi la figura centrale, amata dal pubblico e icona del film stesso.
Quando il cattivo non si limita ad essere cattivo, ma mette in campo quelle caratteristiche tipiche dell’eroe, il film diventa di una categoria sempre piu’ inflazionata, dove le parti si mescolano e dove non si sa piu’ per chi tifare.

Nella banca

qualche anno fa ci aveva provato Kevin Spacey con “un perfetto criminale”, ma il risultato e’ presto caduto nel dimenticatoio, oggi ci prova il sempre piu’ promettente Clive Owen che affiancato e affiancando star del calibro di Jodie Foster e Danzel Washington, porta questo film in una sfera tutta sua, superiore al resto di pellicole che si ritrovano nello stesso genere, grazie anche all’indiscussa bravura del regista Spike Lee.
una nota a margine anche per il montaggio, mai banale e palesemente frutto di un maestro dietro la macchina da presa. quel modo di essere trasportati in avanti di qualche ora ripsetto allo svolgersi degli eventi per dare una sbirciata a quello che succedera’ per poi essere riportati nel centro della trama, da allo spettatore un senso di curiosita’ che difficilmente lo fara’ annoiare. ci si continuera’ a chiedere cosa sta succedendo e si avra’ il sospetto che le cose non andranno come normalmente ci si aspetta che vadano.

Denzel e Jodie

Una rapina, la trama di base iniziale non ptorebbe essere delle piu’ banali: tre criminali entrano in una banca mascherati e danno il via ad una rapina con ostaggi. in breve tempo la banca viene circondata e scende in campo il negoziatore. nulla di nuovo, nulla di speciale.
ma ecco che il proprietario della banca si rivolge ad una donna poco chiara, una che “risolve problemi”, una che sa cosa fare e come farlo, una che senza essere polizia o criminale, deve parlare coi rapinatori. qualche cosa inizia a sfuggire alla banalita’.
ed ecco che, come gia’ detto, dei flash ci trasportano in una stanza di interrogatori dove si vedono gli ostaggi, non i criminali. ora ne abbiamo la certezza, qualche cosa e’ sfuggito alle regole canoniche del genere. la sceneggiatura di Russell Gewirtz ha qualche cosa di originale, di inaspettato.
il buono, il detective, ha un passato poco chiaro, e’ un buon detective, in gamba, sveglio, acuto, ma gli manca qualche cosa che dovrebbe avere, gli manca quella superiorita’ tipica dei guardiani della legge interpretati da Bruce Willis.

Clive Owen

il cattivo, invece, ha tutto il fascino e l’intelligenza del cattivo.

Il mio nome e’ Dalton Russell, fate molta attenzione a quello che dico, perche’ io scelgo le mie parole con attenzione e non mi ripeto mai. vi ho detto il mio nome, e questo e’ il chi. Il dove puo’ essere descritto come una cella. ma c’e’ una grande differenza tra l’essere chiuso in una piccola cella e l’essere in prigione. Il cosa e’ semplice, recentemente ho pianificato e messo in moto un piano per eseguire la rapina perfetta, questo e’ anche il quando. Riguardo al perche’, oltre agli ovvi motivi finanziari, e’ essenzialmente semplice… perche’ io posso. Questo ci lascia solo con il come, e qui, come scopriremo, sta l’ostacolo.

in questo film, nulla e’ come sembra, e una storia che superficialmente puo’ sembrare simili a tante altre, sotto il suo primo strato di celluloide diventa una storia complessa, articolata, che trae spunto dalle profonde ferite della societa’ americana e newyorkese.
gli impiegati della banca ed i clienti, gente normalissima, sotto accusa, sotto interrogatorio. Spike Lee non perde l’occasione per sottolineare come i pregiudizi e le paure siano terribilmente pericolose. ancora una volta ci viene mostrata una societa’ spaesata, intimorita, dove i criminali si confondono coi buoni, dove, come detto all’inizio, non si sa piu’ per chi tifare.

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La notte è nostra

Io sono la luce,il calore, senza tregua
invece voi?
voi che divorate la notte,
voi che inseguite il mistero,
voi che celebrate l’ambiguo,
voi che vi fate sedurre dalle passioni,
tentare dai sensi,

voi che mi avete adorato come fossi un Dio,
non vi siete mai chiesti se io abbia un desiderio?
Vorrei vivere una notte…anche una sola…

Voce: Mario Zucca
Spot: Bacardi Riserva
Musica: Limp Bizkit – Creamer (Radio is dead)

Corri forrest, corri!!

cosi’ la piccola Jenny incitava Forrest a correre per mettersi in salvo dai pericoli.
“corri”.

Ora, Nike e Apple collaborano insieme. nike, fabbrica scarpe, apple, fabbrica componenti multimediali, insieme hanno messo sul mercato un connubio che senza dubbio fara’ felici tutti i podisti apple-maniaci e non.
Parecchia gente va a correre con le cuffie nelle orecchie, per poter ascoltare la propria musica durante l’allenamento, per avere la propria colonna sonora. cosi’ hanno pensato bene di far diventare l’ipod nano una specie di personal trainer.

ecco come funziona (spiegazioni tratte dal sito italiano di apple):

“Le scarpe Nike+ hanno una speciale “tasca” integrata sotto la soletta, dove trova posto il sensore Nike+iPod. E se non rinunciate mai all’eleganza, c’è anche la fascia da braccio Nike+ per iPod nano e ricevitore.”

con questa semplice operazione, avrete un feedback vocale che vi informera’ sul vostro allenamento, dandovi i vostri tempi, la vostra distanza percorsa e altro ancora.
il gioco non si ferma qui. tramite iTunes potrete sincronizzarei vostri programmi di allenamento, crearne di nuovi e caricarli su internet per confrontarli con altri.

il sito apple fornisce tutte le caratteristiche del suo prodotto nella sezione ipod
il sito nike fornisce le informazioni sul loro servizio nella sezione delle nuove nike+