Rocky Balboa

Rocky Balboa

erano gli anni 70, gli anni in cui negli stati uniti si viveva uno strano periodo, di cambiamenti, di rivoluzioni sociali, di guerra, ma anche di grandi speranze per il futuro, gli anni in cui un Silvester Stallone qualunque, squattrinato e quasi disoccupato, riusci’ ad imporre un suo film, la storia di un pugile di periferia che per vivere fa da strozzino per un boss di Philadephia, un ragazzo di origini italiane che fa rivivere il grande sogno americano. lui, dal nulla, viene scelto per salire sul ring col campione del mondo, e’ la sua grande opportunita’ per uscire dalla massa, per diventare qualcuno…Stallone diventa’ film dopo film il signor Sly, mentre Rocky, diventa leggenda! negli anni si sono susseguiti altri film della serie, altre storie che hanno sempre appassionato il pubblico, la lotta per il titolo, la fatica per difenderlo, la sofferenza per la perdita degli amici, la sfida col Drago russo in piena metafora della guerra fredda, le difficolta’ a smettere di combattere… e ora, a distanza di trent’anni, Rocky torna sul grande schermo, con i suoi anni sulle spalle, con le mani distrutte dagli anni di combattimento, con la pelle indurita dalla vecchiaia e dal freddo di una citta’ che invecchia insieme a lui.

E’ ancora Rocky, e’ sempre Rocky. non gode piu’ dell’agilita’ degli anni d’oro, ha l’artrite, le articolazioni indurite, le gambe lente, ma i suoi colpi, sono piu’ granitici che mai, sara’ questo il suo punto di forza, oggi piu’ che mai, la forza nelle sue braccia e nel suo cuore.

Come all’inizio della sua storia, anche qui sara’ lui ad essere sfidato dal campione del mondo di turno, anche qui avra’ la sua grande opportunita’; non sara’ piu’ quella di farsi notare o di smettere di essere un signor nessuno, bensi’ avra’ l’opportunita’ di riscoprire se stesso, di rimettersi in gioco, di non abbandonare la speranza.

la prima parte del film, e’ quella piu’ introspettiva del personaggio, quella dove ci viene mostrata la sua condizione di vecchio pugile in ritiro, come una grande corazzata ferma in porto da diversi anni. porta avanti un ristorante intitolato alla sua defunta moglie, aiuta come puo’ suo cognato Paulie e cerca in tutti i modi di riavvicinarsi a suo figlio. si pone mille domande, su cosa sia giusto per lui, se continuare ad accettare il suo tramonto con rassegnazione o se da vero guerriero non sia meglio tornare sul ring, rischiando di fare una figuraccia, ma avendo almeno la certezza di saper ancora affrontare le difficolta’.

la seconda parte e’ la sfida, lo scontro col giovane campione, impopolare, bisognoso come lo era Apollo di una sfida spettacolare per far riaquistare vigore alla sua carrriera. L’allenamento fisico, duro, grezzo, sano, faticoso, che lo riporta in forma per salire sul ring con dignita’. Poi l’incontro, una sequenza spettacolare, che riporta tutti gli appassionati indietro nel tempo, 20 minuti di pellicola che da soli valgono tutto il film. questa volta, Sly, ha superato se stesso con queste riprese, tutta l’esperienza fatta coi rocky precedenti lo hanno portato a migliorarsi ancora di piu’, sembra di essere davvero sul ring, di voler accompagnarei colpi dei due pugili, sembra di sentirli davvero quei colpi, secchi, potenti, tanto da far quasi male.

E’ rocky, e’ tornato.
un film che oggettivamente lo si puo’ classificare banale e scontato, pieno di difetti, di errori “tecnici”… ma quello che stupisce, e’ il modo in cui riesce, nonostante tutto, ad essere apprezzabile, ad affascinare, a tenere il pubblico sulla sedia e attento fino al finale. forse, se qualcuno non ha mai visto Rocky, questo puo’ sembrare un film inutile, di un attore oramai vecchio, che ha trovato il modo di tornare sulla scena con un ennesimo sequel di una serie da botteghino, ma gli appassionati di Balboa, non possono non amare questo film, forse la miglior conclusione che si potesse immaginare per lo Stallone Italiano.

Grazie Sly, grazie per aver voluto a tutti i costi produrre questa pellicola, anche quando nessun’altro credeva in queta tua idea. grazie.

Voto: This entry has a rating of 3.5

WordPress 2.1 “Ella”

Ieri notte, mentre stavo smanacciando sul sito per aggiustare alcuni dettagli grafici, ho notato nella dashboard di wordpress, la notizia che da pochi minuti era stata rilasciata la versione 2.1 tanto attesa con il nome “Ella”, che deriva da Ella Fitzgerald, e da quanto ho capito, da ora in avanti, le varie versioni prenderanno i nomi di artisti Jazz.
mi sono gettato a scaricarla e  installarla su un sito di test e devo dire che ad un primo impatto sebra piu’ veloce e molto migliorata dal lato codice. per il resto non ho avuto molto tempo per testarla e poi, l’ho cancellata, ma tra le novita’ piu’ interessanti ci sono:

  • un rinnovato editor testuale che permette di suddividere in tab il testo e il codice html senza dover aprire popup
  • spell checking per il controllo ortografico (da vedere se funzionera’ correttamente con le diverse lingue)
  • la possibilita’ di usare pagine statiche come home page (questo e’ possibile con le vecchie versione grazie ad un plugin)
  • autosalvataggi durante la scrittura di un articolo in modo da non perdere niente
  • miglior supporto per le lingue che scrivono da destra a sinistra
  • le pagine statiche possono essere bozze o private
  • molto altro…

WordPress si propone sempre di piu’ come un cms completo, la possibilita’ di usare pagine statiche come home e mettere il blog altrove, e’ molto interessante e puo’ aiutare chi come me vuole farsi un sito personale senza l’obbligo di doverlo classificare come Blog.

Infine, dalle varie notizie che ho letto sui vari siti dedicati a wordpress, si capisce come il supporto per le vecchie versioni continuera’ ancora a lungo, quindi chi non vuole correre ad aggiornarsi puo’ farlo tranquillamente continuando ad usare la versione 2.0.7.
Personalmente aspettero’ un po’, giusto il tempo di lasciare che wordpress-italia rilasci la versione in italiano e che i piu’ frettolosi facciano da betatester, di modo da sapere a cosa andro’ incontro, cosa potro’ sognare e a cosa dovro’ rinunciare.

I francesi e la loro torre

Non ho mai nutrito una grande simpatia per i francesi, ma negli ultimi anni, anche grazie a qualche viaggio oltralpe (grazie FKB), mi sono sembrati meno peggio di quello che pensavo in origine senza conoscerli.
E non si puo’ negare che Parigi sia la capitale oltre che del paese, anche del romanticismo mondiale. una citta’ dove si trovano turisti davvero da ogni parte del mondo, la citta’ della moda e dell’amore, col suo fascino un po’ retro’, con il suo mouline rouge, la cattedrale Notre Dame, il Louvre, l’arco di trionfo e il simbolo nazionale, la torre Eiffel.

Milioni di persone che ogni anno si fiondano in francia per vedere la torre, code che durano ore per poter salire e vedere il panorama da li’, migliaia di turisti inebetiti che da ogni angolo di Parigi si soffermano per guardare quell’enorme struttura di metallo.
Di notte poi, assume un fascino unico, si illumina completamente, e tutta la torre che di giorno non e’ altro che un ammasso di ferro nero, di notte diventa un gioco di luce, un intreccio di raggi luminosi che disegnano uno spettacolo nel cielo parigino… ed e’ proprio qui che sorge il problema.

per le vacanze natalizie del 2004, sono andato a passare il capodanno a Parigi (grazie2 FKB) e come ogni buon turista che si rispetti, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di scattare quella miriade di foto alla torre in notturna, anche per potermi esaltare con l’allora nuova reflex che mi ero preso. tornato a casa piu’ volte mi sono fermato a rimirare le foto fatte e qualcuna l’ho anche publicata sul web, sia su questo sito, che su altri di fotografia. Su uno di questi, a distanza di quasi due anni, l’altro giorno, mi hanno rimosso la foto della torre vista dal trocadero, con il cielo nuvoloso sullo sfondo, le auto che sfrecciano davanti e una miriade di luci che sfavillavano su tutto il metallo. Incredulo dell’accaduto ho chiesto spiegazioni, dato che la motivazione era “violazione di copyright” e mi sembrava impossibile visto che la foto l’ho scattata personalmente. la risposta non si e’ fatta attendere molto, e’ stata semplice e chiara, lasciava pochi dubbi sul motivo della rimozione:

Due to a copyright on the lighting of the Eiffel Tower, photographs of the Eiffel Tower while lit up cannot be displayed on public domain without permission from the French government. Photos of the Eiffel Tower during the day, when the lights are not on, are allowed as only the lighting on the Eiffel Tower is copyrighted.

tradotto, piu’ o meno, vuol dire che l’illuminazione della Tour Eiffel, e’ coperta da copyright e che non si possono pubblicare foto su domini pubblici senza il permesso del governo francese. le foto della torre di giorno, quando le luci non sono accese, sono permesse, dato che solo le luci sono coperte da copyright.

non posso negare di essere rimasto letteralmente basito davanti a cio’… quindi, ora siete avvisati e non potete negare di saperlo! se siete dei romantici incalliti come me e siete rimasti incantati davanti alla torre in versione notturna, non potete mostrarlo al mondo, ma solo privatamente, il romanticismo e’ coperto da copyright…

e allora sapete che vi dico? che si tengano pure la loro torre, tanto fa schifo e nemmeno pende… e che si prostrino davanti alle natiche italiane! che il mondiale lo abbiamo vinto noi! materazzi ole’, zidane bu!

Monica Bellucci

Ora e’ Apple Inc.

Ieri si e’ svolto il keynote del 2007, steve jobs, come di consueto e’ salito sul palco e ha presentato alcune novita’, e tra queste, la meno tecnologica di tutte, la piu’ sottile e la meno importante per il cliente finale e’ senza dubbio il cambio di nome.

da ieri, 9 gennaio 2007, la compagnia non si chiama piu’ Apple Computer Incorporated, ma solamente Apple Incorporated. Jobs spiega che il cambio di nome era pressoche’ dovuto, visto che oramai, Apple non si occupava piu’ solo di computer ed in effetti non gli si puo’ dare torto. basta vedere proprio il keynote di ieri, dove non e’ stato presentato nulla riguardo ai mac, non una informazione sul nuovo sistema operativo, non un’immagine del nuovo iLife, nulla su nuovi computer… quelli che erano i punti cardine dei keynote degli anni passati, quest’anno sono stati completamente ignorati.
tra le altre novita’, di sicuro piu’ appetitose per il pubblico: una apple tv, una nuova base Airport Extreme, e il nuovo iPhone.

la AppleTV, non e’ altro che un apparecchio da attaccare al televisore, questo si sincronizza con la libreria di iTunes ed e’ possibile vedere i contenuti della libreria su tv, anche in alta definizione grazie al component e all’hdmi. senza dubbio un oggetino di grande comodita’ per gli americani che possono comperare su iTunes, film e serie tv.

la nuova base airport e’ un upgrade delle vecchie basi. ora molto piu’ sottile e in liena con i nuovi prodotti (mini mac, appletv) per quanto riguarda l’estetica, permette anche l’utilizzo dei nuovi standard 802.11n. di certo nulla di innovativo e di unico, visto che molti altri prodotti sono molto simili, ma senza dubbio un buon upgrade del parco apple.

infine l’iPhone, quello che di sicuro fara’ parlare di se per molto tempo. in uscita sul mercato americano a giugno, questo telefono sembra proiettarsi in avanti di almeno 5 anni rispetto alla concorrenza e ben pochi potrebbero neagare la verita’ di questo. dalla demo vista e da quello che si puo’ vedere sul sito apple, questo e’ davvero molto all’avanguardia. ipod widescreen, telefono e dispositivo internet (palmare) tutto insieme, condito con nuovi brevetti di tecnologia per le interfacce, nessuna tastiera, interamente touchscreen, sensori di posizione per capire l’orientamento dello schermo e orientare di conseguenza le immagini… piu’ dozzine di altri dettagli in stile semplicita’ apple, fanno di questo telfono, un prodotto davvero formidabile, che il prossimo natale sara’ oggetto del desiderio di molti.

in america l’iPhone viene offerto con due anni di contratto a cingular ed il prezzo si aggira tra i 500 e 600 dollari, un prezzo relativamente basso se si considera che la concorrenza offre un po’ meno a prezzi uguali se non superiori. le preoccupazioni sorgono quando si pensa a come potra’ arrivare in italia, dove il mercato della telefonia mobile e’ un vero schifo per i clienti, costretti a piegarsi a novanta davanti allo strapotere delle 3 compagnie principali che si fanno concorrenza solo a parole. mi chiedo come sara’ possibile sfruttare servizi come google maps via wifi, visto che da noi e’ una tecnologia per nulla sfruttata nelle citta’. mi chiedo come si possa usare con le tariffe umts del nostro paese… beh. c’e’ ancora un anno per sognare, sperare e disilludersi. ogni cosa a suo tempo.

per il momento e’ tutto.

iphone.jpg

Saragozza-Siviglia

Diogo - Luis Fabiano

Doveva essere la partita di conferma del Siviglia, prima nella classifica di Liga spagnola. era la trasferta decisiva, quella contro il Saragozza. Vincendo su quel campo ostico, avrebbero dato conferma di essere una squadra in lizza per il titolo, avrebbero messo le mani su quello che sarebbe il titolo d’inverno, si sarebbero confermati squadra da battere. ma non e’ andata cosi’.In un week-end dove il real e’ affondato, il barcellona e’ rimasto a galla per un pelo, il Siviglia ha letteralmente perso la rotta. doveva vincere, doveva dare certezze, doveva essere solida ed invece si e’ ritrovata sotto di due gol. ce l’ha messa tutta, poi, per recuperare, ha tentato di raddrizzare la partita, ma l’arrembaggio ha portato un solo gol in tasca, non abbastanza… e poi?

e poi, quando uno spera che questa dannata partita sia finita, ecco che ti scatenano una scazzottata degna di Bud Spencer. MALEDETTI!
gia’ una partita di liga alle 22 e’ un qualche cosa di soporifero meglio della valeriana, e per questo, quando sei al 94′ e il risultato sembra oramai certo, speri solo nel fischio finale, cosi’ da chiudere la clip nel minor tempo possibile, andare in onda e tornare finalmente a casa a mezzanotte col tuo bel mal di testa…
invece no! questi dannati dal sangue caliente si fanno prendere dalla foga e con l’arbitro che ha gia’ il fischietto in bocca per decretare la fine, si lanciano in una rissa da bar con prese al collo e cazzotti al mento.

Complimenti quindi al siviglia, complimenti per aver dato prova della sua solidita’ in campionato, per aver rallegrato i tifosi con una bella sconfitta, per aver perso un giocatore squalificato per la bella parentesi degna di una partita di hokey e complimenti soprattutto per aver onorato in questo modo il premio che le e’ stato assegnato dalla facolta’ di salisburgo di storia del calcio: “miglior squadra del mondo nell’anno solare 2006″.

complimenti

Diogo - Luis FabianoDiogo - Luis Fabiano