Ghost Rider

Ghost Rider

E’ Nicolas Cage il nuovo super eroe trasportato dall’albo al grande schermo. Continua cosi’ la trasposizione delle varie vicende Marvel & Co., ed in attesa che nelle sale esca il terzo capitolo di Spiderman, eccoci davanti a questo cacciatore di anime che lavora per conto del diavolo dopo che da ragazzo vi ha stipulato un patto vendendogli l’anima.

Johnny Blaze, quando e’ nell’ombra si trasforma nel centauro infuocato e il suo compito in questo film e’ quello di trovare e fermare Blackheart, figlio ribelle di Mephistofele che ha deciso di superare il padre e di impossessarsi di un contratto che lo metterebbe in possesso di migliaia di anime malvage. Blaze deve abituarsi all’idea di essere diventato un mezzo demone, e deve quindi iniziare a convivere con la sua trasformazione che gli crea parecchi problemi nella sua vita “umana”.

Film carico di effetti speciali, sberluccichii, fiamme e tutto quello che si puo’ volere da un film del genere “cocacola&popcorn”. E sia chiaro, non ho mai letto il fumetto e non mi interessa farlo, il film, in quanto tale, e’ gradevole e raggiunge il suo obiettivo di far scorrere un po’ di tempo tra sana azione e classici scontri demoniaci senza troppe menate psicofilosofiche e altre cose che avrebbero potuto appesantire inutilmente la trama. In questo genere: Ignoranza Rulez!

Ghost Rider

ps. forse avrebbero potuto fare i nemici intermedi un po’ piu’ forzutelli, visto che Blaze se ne libera come fossero moscerini ed arrivati alla fine della proiezione non ci si ricorda nemmeno i loro nomi, che per inciso dovrebbero essere Aquaman, Eolo e Samarah (anche se e’ un uomo).

Cornici digitali

Digital Frame

Senza dubbio, e’ un passaggio obbligato della nostra evoluzione tecnologica, un passaggio che forse fara’ storcere il naso ai piu’ nostalgici e tradizionalisti, ma fara’ molto entusiasti i fan del digitale, del moderno e tecnologico.

Le cornici digitali sono oggetti che fino a qualche anno fa erano solo visioni di qualche regista di fantascenza, ipotizzazioni verosimili che si sono tramutate in realta’ grazie alla sempre piu’ avanzata tecnologia, ai ridotti spazi necessari monitor sempre piu’ sottili e sempre piu’ performanti. Un prodotto che, comunque, non ha ancora avuto il boom vero e proprio ma che presto lo avra’, stanno infatti iniziando a vedersi sul mercato anche le marche piu’ prestigiose, come Philips (il modello della foto), Samsung e persino Kodak.

I modelli presenti sono molteplici, dai piu’ piccoli, delle dimensioni di un portachiavi, in modo da avere le proprie foto sempre con se, ai piu’ costosti e multifunzione.
La caratteristica piu’ tradizionale di questo prodotto e’ certamente la visualizzazione di immagini jpg fino a 12 megapixel, con risoluzioni tra il 640×480 e l’800×600 su monitor che variano tra i 5 e i 10 pollici. Ma se questa e’ solo una vecchia caratteristica dei portafoto tradizionali trasportata nell’era moderna, sono tutte le caratteristiche extra che fanno di questi portafoto un qualche cosa di “fantascientifico”. Queste caratteristiche comprendono, sulla maggior parte dei modelli in circolazione, la riproduzione di slideshow, di file audio mp3 per fare da colonna sonora e di filmati video. Quindi non piu’ semplici cornici statiche da lasciare sulla mensola, ma veri e propri oggetti multimediali, con memorie interne e lettori di schede per poter visualizzare interi “rullini” immediatamente, appena finita la vacanza o la giornata di foto.
I modelli piu’ avanzati e costosi presentano anche telecomandi per il controllo a distanza (cornici matsunishi), registratori vocali per inserire commenti alle foto o una narrazione alla slideshow, timer di accensione e spegnimento, connessioni wireless per il collegamento coi computer dai quali prendere le foto e in alcuni casi, addirittura sistemi di invio foto ad altre cornici per poter condividere i propri scatti con gli altri (servizi, questi ultimi, che spesso sono a pagamento), uscite video per la trasmissione sui televisori ed infine, per il top della gamma, lettori dvd (le conrini eMotion), in modo da tramutare un semplice portafoto, in un display portatile ingrado di contenere anche 40 giga di file e di essere un player vero e proprio.

I prezzi si aggirnao ora dai 60 euro dei modelli piu’ piccoli ai 300-400 euro dei modelli piu’ avanzati e le caratteristiche sembrano essere un po’ mal distribuite, cio’ che ti offre una marca, non te la offre l’altra e per avere un ottimo prodotto, capace di offrire tutte le caratteristiche migliori, si deve ancora aspettare qualche mese secondo la mia opinione. Qualche mese nei quali potrebbero anche aggiungere altre funzionalita’ oltre a quelle gia’ presenti, come ad esempio il touch screen che secondo me potrebbe avere delle ottime implementazioni in questo tipo di prodotti, mettendo i comandi direttamente a schermo e ridurre cosi’ ulteriormente l’ingombro limando millimetri preziosi.

Per avere una lista dei modelli e delle marche attualmente disponibili, basta fare un giro su amazon, dove si scopre che la cornice piu’ venduta e’ quella di Philips (forse il miglior rapporto qualita’/prezzo), ma che ce ne sono altre anche piu’ accattivanti, come quella di prossima uscita targata Kodak della linea Easyshare.

“È finito! Arriva settimana prossima”

Questo quello che continuamente mi sento dire ogni volta che decido di acquistare qualche cosa. non ne so il motivo, ma sembra bene che quello che io voglio comperare, va a ruba, lo vogliono tutti… e tutti lo prendono prima di me!

voglio andare a prendere un televisore, ma il commesso mi guarda un attimo pensieroso e dice “mi spiace, e’ finito, arriva settimana prossima”. Oppure voglio comperare un amplificatore

commesso: “mi dica, quale vuole?”
io: “vorrei questo!”
commesso: “ah, mi spiace, ma credo sia finito… un attimo che controllo…. eh si’, e’ finito!”

Vado a comperare una macchina fotografica, una bella compatta e il modello e’ presente in 4 colori differenti: blu, rosso, nero, argento. resto 5 minuti a decidermi sul colore mentre il commesso mi guarda speranzoso in una mia scelta veloce. Io voglio quella rossa ma e’ proprio in quel momento che mi dice fiero: “mi spiace, e’ finita”. beh, allora voglio quella blu… ma e’ finita pure quella!

E’ una cosa che mi perseguita fin da piccolo, quando andavo in citta’ a cercare il videogioco che tanto avevo aspettato e il commesso, puntualmente mi diceva “e’ finito, arriva settimana prossima”.
Io voglio andare a prendere la ram del mio computer, entro nel negozietto, gliela chiedo al tizio in cassa… ma la ram, proprio quella del mio computer, e’ finita!

E ancora, ci metto un mese per decidermi se comperare l’obiettivo per la mia reflex, un mese per scegliere quello di cui ho piu’ bisogno realmente… ma quando mi trovo nel negozio, mi guardo in giro e una strana sensazione mi coglie, sento gia’ la voce del commesso nella mia mente e presto, la sensazione diventa reale: nemmeno mi lascia finire di chiedere il modello che voglio, aveva gia’ capito, mi ferma dicendo “l’1.8?”… e’ proprio quello che volevo io… “mi spiace, e’ finito, arriva settimana prossima!!”

E’ un mondo che ha finito le risorse per la mia singola vita, la mia domanda economica, non e’ mai soddisfatta, questo e’ un mondo che produce tutto in quantita’ ridotte… e soprattutto, consegna ai negozi, sempre e solo, SETTIMANA PROSSIMA!

Il sangue caliente

Gli spagnoli ci stanno prendendo gusto. negli utlimi tempi stanno dando sempre piu’ sfogo a gesti inconsulti di violenza. La scazzottata alla fine di saragozza siviglia, gli scontri tra tifosi nel derby tra atletico e real madrid, Ramos (ancora il siviglia di mezzo), colpito da una bottiglia mentre esultava per un gol segnato, e ieri sera quel disastroso finale dopo la qualificazione del Valencia.

Una bella partita, dove l’inter avrebbe forse mertitato di piu’, ma nemmeno tanto, una partita dove la tensione era certamente alta, perche’ uscire con un pareggio non e’ facile da digerire, perche’ c’era la consapevolezza che la partita andava vinta in casa.

Ma questi spagnoli hanno davvero il sangue caliente e dopo il fischio finale, non si e’ ben capito cosa e’ successo, ma Burdisso ha perso le staffe e si e’ lasciato andare in uno scontro con alcuni giocatori del Valencia.

Sembrava tutto risolto quando 4 o 5 compagni di squadra lo avevano bloccato e lo stavano portando via… ed e’ proprio in quel momento che dalla panchina arriva di corsa David Navarro sferrando un destro ben assestato sul grugno dell’argentino fratturandogli il setto nasale. A quel punto il finimondo, anche chi fino ad allora aveva cercato di riportare ordine, ha perso le staffe, lanciandosi all’inseguimento del vigliacco che stava gia’ correndo piu’ veloce possibile. Cordoba, Cruz, Ibrahimovic, tutti tori imbufaliti, ma lo spagnolo dev’essere un esperto di Pamplona visto l’agilita’ con la quale ha evitato tutti i placcaggi.

Ora la parola alla UEFA che gia’ da ieri sera si e’ messa a riguardare l’accaduto e presto si sapranno le sanzioni che probabilmnete saranno esemplari.

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E il matador Materazzi? beh, lui se ne stava in disparte a predicare la pace. La sua scazzottata da panchinaro l’ha gia’ vissuta e credo che gli sia bastata.

Inter – Valencia 2-2
Valencia – Inter 0-0
Valencia passa il turno.

Materazzi

Foto: Gazzetta.it

La patata bollente

In genere parlo di notizie che arrivano dall’estero perche’ sono quelle che piu’ difficilmente arrivano da noi, ma questa e’ troppo una notizia “bomba” per non parlarne… Persino sul canale notizie del Wii e’ comparsa.

La notizia e’ di ieri e riguarda una donna di 74 anni che vive in un paesino della provincia di Napoli. La dolce signora, come spesso le accade si e’ recata al mercato a comperare un bel sacco di patate per la sua cucina, e’ tornata a casa e si e’ messa a pulirle per bene. ad un tratto si e’ dovuta fermare perche’ una di queste gli sembrava un po’ troppo pesante, cosi’ l’ha pesata, la grattata con un coltello per togliere la terra e alla fine l’ha pure buttata nell’acqua bollente per far staccare la terra da quello strano tubero.

Una granata. Man mano che la terra si staccava era sempre piu’ evidente la forma di una bomba a mano della seconda guerra mondiale senza nemmeno la spoletta e rimasta inesplosa.

Allarmata ha subito chiamato i vicini, che a loro volta hanno chiamato i carabinieri. L’ordigno, e’ stato poi fatto brillare dagli artificeri mentre tutti tiravano un sospiro di sollievo per il pericolo scampato dalla signora… certo, maneggiare una bomba a mano non e’ bello, ma nessuno ha tirato un sospiro di sollievo per il pericolo corso dal venditore di patate che si e’ portato quella bomba per chissa’ quanto tempo e chissa’ quanto l’ha sballottolata per bene. oppure il pericolo scampato dall’agricoltore che magari ha pure arato il campo urtandola piu’ volte (se era seppellita da 60 anni…).

di certo sono notizie che fanno sorridere, ma fanno anche riflettere.