
Eh si’… lo si e’ sempre detto, e’ una questione di stile.
La Juventus di Deschamps, ha conquistato una promozione in serie A con due sole sconfitte, ottenute fuori casa, con una manciata di pareggi ed una serie incredibile di vittorie.
Ma, ottenuta la tranquillita’ matematica, eccolo lo stile: il tecnico d’oltralpe dimostra tutto il suo “amore” per la societa’, rassegna le dimissioni e se ne va sbattendo la porta a due sole giornate dal termine. La Juve, senza di lui, incassa una sconfitta a bari e regala ai pugliesi la salvezza, poi, all’ultima giornata, il tripudio e’ totale, conquistando la prima sconfitta casalinga contro La Spezia, donando ai liguri la possibilita’ di giocarsi la salvezza e retrocedendo matematicamente l’Arezzo, allenata da Antonio Conte, che a fine gara non manca, anche lui, di elargire amore per la sua ex-juve:
C’e’ profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra[...]
Retrocedere cosi’ fa male, pero’ mi fa capire cose che gia’ sapevo. Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito
Ma la “la grande festa” non finisce certo qui, e cosi’ David Trezeguet ringrazia pure lui la dirigenza, sfiorando quasi la magia del gesto dell’ombrello, segnando un gol, il quindicesimo in questa stagione, e mostrando a tutto il mondo la sua ferma intenzione di andarsene, dopo che la societa’ gli ha proposto un contratto ridicolo, ignorando i suoi 140 gol in bianconero, e dando piu’ fiducia ad un probabile Iaquinta.
Grande festa, abbiamo detto… ma a vedere le immagini, la festa l’hanno vista solo quelli del sito bianconero, perche’ alla premiazione, dagli spalti piovono fischi per Mataresse (e’ questione di stile fischiare chi ti sta premiando), le facce dei giocatori sono quelle di chi ha sfiorato il traguardo ma non ce l’ha fatta, la gioia chissa’ dov’e’ rimasta… forse, erano solo spaventati all’idea che la grande festa si dovesse concludere con il concerto dell’unico vip presente, il romagnolo Paolo Belli (sugli spalti, personaggi altisonanti come Max Pisu, Paolo Brosio, Cristina Chiabotto, Chiara Edelfa Masciotta e qualcuno giura di aver visto anche l’uccellino di Del Piero!!).
Per fortuna pero’, non tutto lo sport si basa sullo stile bianconero, ieri e’ stata anche la giornata dell’incredibile gioia di napoli e genoa, che tornano in serie A dopo anni di patimenti grazie ad un bellissimo pareggio della triestina. Sul campo genoano, le due squadre danno vita ad un discreto duello, colpendo anche un palo e sfiorando il rigore, ma e’ graizie al gol della triestina l’ombra dei play-off viene scongiurata e l’invasione di campo di entrambe le tifoserie e’ uno spettacolo da festa popolare.
Unica delle grandi ad essere esclusa e’ il bologna, che doveva sperare in un miracolo che non e’ arrivato ed e’ quindi inutile quindi la sua goleada contro l’albinoleffe (risultato finale 2-5).
MotoGP, ragazzi che gara… un duello infuocato quello che si e’ visto ieri tra Valentino Rossi e Stoner. Quello che se l’e’ goduto meglio di tutti e’ stato Pedrosa, arrivato terzo al traguardo, che per tutto il tempo e’ rimasto in coda a quei matti e da li’ poteva ammirare i due piloti che scodavano, si sorpassavano, quasi si toccavano, si sorpassavano e scodavano ancora. Erano tutti al limite e se Valentino riusciva a farsi sotto nella parte mista e a superare l’australiano, doveva poi pagare la strapotenza della Ducati sul rettilineo, che lo superava senza alcun problema grazie al motore italiano nettamente piu’ potente di quello giapponese.
Ed ora gli italiani cosa devono fare? di certo non si puo’ smettere di tifare Rossi che e’ sempre uno spettacolo, ma come si fa a non essere felici per la Ducati, che finalmente riesce a vincere gare e a sperare nel mondiale.
Formula 1, ragazzi che gara… Un granpremio che te lo scordi difficilmente, un mix di entusiasmo e di amarezza.
Entusiasmo, per Hamilton, che domina la gara dall’inizio alla fine con la tranquillita’ del campione esperto, ed invece e’ la sua prima vittoria e di anni ne ha solo 22.
Amarezza, perche’ alle spalle dell’inglese succede di tutto, errori, squalifiche e spaventosi incidenti.
E’ Kubica quello che ha fatto spaventare tutti, tampona Trulli facendo decollare la sua monoposto che senza controllo si disinegra contro il muretto ad oltre 250km/h, rimbalzando in mezzo alla pista e ribaltandosi un paio di volte. Si pensa subito al dramma quando la macchina si ferma mezza capovolta e il pilota non si muove, ma poi lo tirano fuori e le notizie di conforto arrivano: il pilota sta bene ed e’ illeso, “spero di correre a indianapolis tra una settimana” ha pure dichiarato. Miracolato.
E’ Alonso quello che proprio non ha capito cosa doveva fare, come se fosse salito per la prima volta su una Formula1, sbaglia 3 volte la stessa curva, tampona gli avversari si ferma ai box quando non puo’ e si fa pure sorpassare da Sato (Super Aguri) a due giri dal termine. Mai visto.
Sono Fisichella e Massa che sono daltonici, non hanno visto un semaforo rosso e si sono presi la loro bella bandiera nera. Squalificati.
E’ Raikonen che dovrebbe darsi una svegliata. Ennesimo gran premio anonimo il suo, in lotta con le Spyker per tenere la posizione arriva quinto al traguardo solo grazie ai continui rimescolamenti. Dategli adrenalina da bere.
E’ Barrichello che deve ringraziare la propria squadra per la strategia piu’ brutta mai vista in gara. in un gran premio dominato dalle Safety Car, tutti i piloti hanno approfittato delle continue pause per fermarsi ai box a cambiare le gomme, tutti tranne la Honda di barrichello, che a 7 giri dal termine era terzo, ma per regolamento doveva ancora effettuare un pit-stop. Complimenti.