
Questa e’ una di quelle notizie che si sentono per radio tra un omicidio ed uno scandalo televisivo, una di quelle notizie che sui giornali stanno in fondo alla pagina, in un trafiletto… questa una delle notizie che creano tanto scalpore, ma che sono “mal riportate”.
In olanda, la prostituzione e’ legale dal 1815, ci sono nel paese oltre 25.000 prostitute e dal 2000, e’ un’attivita’ tassata dal governo, un’attivita’ commerciale come le altre. Il quartiere a luci rosse di Amsterdam e’ meta di turisti da tutto il mondo, una delle zone piu’ famose non solo dell’olanda, ma di tutta europa, ma ora ha dei problemi, che vanno risolti.
Troppa criminalita’, negli ultimi anni la situazione e’ degenerata e ci siamo trovati ad affrontare ogni tipo di criminalita’
Dallo sfruttamento delle donne al riciclaggio di denaro sporco sono le realta’ che il sindaco si trova a dover fronteggiare, giungendo cosi’ alla decisione di riconversione del quartiere, ponendo la dignita’ delle donne sfruttate davanti al turismo, almeno nelle sue spiegazioni.
I giornali, le radio e le televisioni, questa mattina, si sono subito sbilanciate in titoli drastici e sensazionalistici, dicendo che Amsterdam chiude il quartiere a luci rosse, ma cosi’ non e’: l’accordo per ora coinvolge meno di 1/3 delle vetrine in questione, solo 108 delle 360 presenti. Queste vetrine verranno riconvertite in normali negozi per cercare di frenare le attivita’ illegali, ma la decisione suscita scontento un po’ su tutti i fronti.
Il proprietario della maggior parte delle vetrine, Charles Geerts, dice di non essere mai nemmeno stato sospettato per un crimine e che le sue attivita’ sono totalmente legali, trovando quindi ingiusto che sia obbligato a vendere almeno 80 vetrine e licenziare un centinaio di prostitute.
Metje Blaak, del sindacato delle prostitute, sostiene anche che sarebbe peggio, perche’ cosi’ si sposta solo il problema, le donne continueranno ad essere sfruttate altrove, e sara’ ancora piu’ difficile individuare le attivita’ illegali. La stessa conclude dicendo di avere il timore che questo sia il primo passo prima di arrivare alla chiusura totale del quartiere come e’ avvenuto nella vicina Arnhem… un timore per il futuro, non una certezza per il presente come l’informazione nostrana riporta.
Questo articolo è un argomento del sito Angel in Void ed è stato pubblicato di prima mattina (09:42) del 21 settembre 2007.
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che tristezza.
appresa la notizia alla tv ho avuto un colpo al cuore, quasi come se di colpo qualcuno avesse rubato parte della mia adolescenza. sapevo ci sarebbero state limitazioni e cambiamenti, ma il modo in cui sta succedendo è ORRIBILE. Amsterdam e il redlight district hanno rappresentato per migliaia di giovani di tutto il mondo un piccolo paradiso. uno sfogo, un modello di tolleranza.
si poteva passeggiare nella fresca aria della sera e trovare una famigliola giapponese mangiare un kebap accanto alla vetrina di una prostituta ricca di oggetti del mestiere. poco dopo vedere alcuni ragazzi ridere come posseduti e scambiare con loro gags e battute, qualsiasi fosse la loro nazionalità. qualcuno regolarmente si tuffava nei canali, finestre enormi all’olandese con mille cazzate sul davanzale. erba. musica.
il paese dei balocchi non deve finire!!!!!!!
saluti