Stavo sfogliando la gazzetta virtuale poco fa, per leggere della squalifica di Dida in champions league per 2 giornate, per leggere del 4-3-3 italiano, e delle motivazioni che tengono i tifosi napoletani fuori dallo stadio di Roma… ed ecco che si leggono, finalmente, novita’ su Ronaldo.
L’articolo e’ un sunto di buone speranze, perche’ in sostanza spiega che presto il brasiliano tornera’ sui campi di gioco e che quindi il Milan intravede una speranza di avere un attaccante in piu’ la’ davanti. Ma quello che mi ha colpito, e’ quello che sta scritto tra le righe, non ho capito se in maniera ironica o seria, ma e’ agghiacciante.
Il Fenomeno e’ triste, e’ stanco di essere solo agli allenamenti, di correre da solo sulla sabbia, di “tirare qualche calcio al pallone ogni tanto”, vuole divertirsi pure lui, vuole giocare una partitella come non gli capita da circa 3 mesi. Ogni tanto si fa una vacanzina a Madrid o a Ibiza e questo non lo regge piu’. A casa la fidanzata lo aspetta per “curargli il look” ma Ronny vuole di piu’, vuole fare qualche cosa, vuole un impegno fisso almeno 2 volte alla settimana, vuole tornare presto in campo per dare supporto ai suoi compagni. Povero ronny…
il programma classico delle sue giornate: sveglia intorno alle 10, ricca colazione, trasferimento al centro sportivo rossonero dove arriva di solito alle 11,45. Ronaldo si è praticamente scelto l’orario dell’allenamento: comincia a lavorare sempre a mezzogiorno, in pieno accordo con la società e in particolare con i due fisioterapisti che si occupano esclusivamente di lui. L’impegno quotidiano del Fenomeno dura circa 3 ore: il brasiliano salta il pranzo, si allena, si fa massaggiare e poi intorno alle 16,30 lascia Milanello e si dirige verso l’appartamento in zona corso Magenta. Cena indifferentemente a casa o al ristorante, ma senza sgarrare dal piano alimentare studiato per lui da MilanLab. Ronaldo è un professionista che sta scommettendo su se stesso e non ha intenzione di rovinare la sua stagione a causa di qualche peccato di gola. A casa con lui c’è Maria Beatriz Antony, la fidanzata che lo aiuta a curare il look.
Poveraccio… non lo invidio per niente. E chissa’, magari non sono neppure solo e a non invidiarlo siamo in tanti, noi, che di impegni fissi ne abbiamo 6 giorni su 7 (quando non sono 7/7), magari di 8, 9, 10, 11 ore al giorno, che ci svegliamo ben prima delle 10, che iniziamo a lavorare ben prima di mezzogiorno, che non abbiamo nessuno stronzo pronto a massaggiarci per toglierci la fatica di dosso, che non siamo “professionisti” attenti alla linea, che non abbiamo a casa, in periferia ovviamente, la solita e barbosa modella brasiliana pronta a “curarci il look” con le sue manine d’oro e le sue cosce depilate.
E poi, Ronny, a dircela tutta sinceramente… il tuo look fa schifo. stavi meglio quando venivi curato dagli stylist Pirelli.
Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima portoghese e poi brasiliana, che indica la melanconia, un sentimento affine alla nostalgia, una speranza che si teme vana. Ha una dimensione mistica come accettazione del passato e fede nel futuro.