Questa settimana, per il corso di fotografia, c’era da portare un lavoro molto curioso, che mi e’ piaciuto molto: ascoltare una canzone e definire che emozione ci suscita, poi cercare di fare delle foto che suscitino la stessa emozione.
Dopo alcuni tentativi che non mi hanno soddisfatto molto, ma che magari pubblichero’ in seguito, dopo averli aggiustati a dovere, ne ho fatto uno su una canzone della Trans-siberian Orchestra, dall’album Beethoven’s Last Night.
Ecco il risultato:
La canzone e’ What is Eternal, una canzone della Transiberian Orchestra, tratta dall’album Beethoven’s Last Night. L’album e’ una sorta di Opera Rock che vuole romanzare l’ultima notte di vita di Beethoven, narrandoci un viaggio introspettivo del Maestro che si trova davanti ad una proposta del diavolo in persona, Mefistofele.
L’offerta e’ semplice: la salvezza della sua anima, in cambio di tutta la sua musica, ma accettare vorrebbe dire essere dimenticati da tutti e aver quindi vissuto una vita inesistente. Il dubbio e’ un tormento e questo e’ proprio quello che viene narrato in questa canzone specifica.
Beethoven si chiede espressamente cosa e’ eterno, se l’uomo o il momento, se le azioni compiute o le motivazioni delle stesse, si domanda cosa possa servire una vita che non lascia traccia di se, cosa possa essere servito aver vissuto tutti i suoi ricordi per poi essere dimenticato da tutti, ma al tempo stesso si chiede anche perche’ si trova davanti a questa scelta, si chiede che strada lo abbia portato a quel punto, si arrabbia col Fato che lo ha portato li’, poi si dispera e chiede perdono per tutti i suoi peccati, anche per quelli che in quel momento si sta dimenticando, per quelli che magari non considera
…i troppi pensieri si accumulano sempre piu’ e la scelta diventa impossibile.
Ed e’ questo che ho cercato di Fotografare, questo miscuglio di disperazione, di voglia di rivalsa, di rabbia, di dubbio, di riflessione. Poi ho notato che molti ci hanno visto anche altre cose, alcune molto interessanti, ed e’ quindi un lavoro molto aperto, dove ognuno puo’ guardarsi in quelle ombre notturne e cercare di vedere qualche cosa che magari io non ci ho visto.











