Quanto sarebbe facile… Se solo Angelo avesse saputo che…
Sarebbe fin troppo facile, forse. Oppure potrebbe anche essere troppo difficile da sopportare.. Chi lo sa?
Quello che so, e’ che a volte mi piacerebbe poter sapere in anticipo quello che inevitabilmente mi capitera’. Non con la speranza di poterlo cambiare o di poterlo evitare, ma per saperlo, per togliermi il pensiero, per togliermi l’ansia de l’inconnu. Ci vorrebbe proprio, alle volte, una voce narrante fuori campo che mi dica quello che faccio e a cosa mi portera’, che mi spieghi quello che gli altri vedono e che mi sveli senza troppe cerimonie il traguardo finale al quale non mi posso sottrarre. Se solo avesse saputo… terza persona onniscente.
Ma non siamo onniscenti, tantomeno io, non siamo in terza persona, viviamo ogni attimo in prima persona, non siamo tra il pubblico, siamo gli attori di scena, nel ruolo principale, di una tragedia o di una commedia questo lo si vedra’ alla fine, al calare del sipario. Non possiamo sapere a cosa condurra’ una certa azione piuttosto che un’altra, non possiamo sapere gli altri cosa leggono nelle nostre interpretazioni, nelle nostre gesta, nelle nostre parole… l’unica cosa che possiamo fare, e’ scoprirlo, saltare nel vuoto giorno dopo giorno, avere il coraggio di farlo e vedere dove si arriva, oppure, per chi proprio non ne ha voglia, si puo’ trovare un punto tranquillo e smettere di saltare, fermarsi, nascondendo dentro di se la domanda del “Chissa cosa sarebbe successo?”.
Se solo Angelo avesse saputo… ma Angelo non lo sa, pertanto, e’ ora che prenda la rincorsa e che si lanci.
(“se solo avesse saputo” e’ una frase chiave nel film “Vero come la finzione”, non un grande film, non con un grande finale, ma con questa splendida idea narrativa, con questa splendida idea alla base)