Si’, ma scrivere come si faceva nel secolo scorso, alla vecchia maniera insomma, carta e penna, due cose che nell’ultimo mese ho rivalutato parecchio.
Innanzitutto le penne. Non sembra, ma trovare una bella penna, che scriva bene e che sia comoda non e’ facile. Certo, potrei comperare una penna da 100 euro e forse avrei qualche cosa di perfetto, ma io starei cercando qualche cosa di piu’ economico, da usare tutti i giorni, che non mi metta a piangere nel caso di furto o di smarrimento e che non debba tenere in cassaforte. Cosi’, nella disperata ricerca di una penna di plastica, ho scoperto con qualche anno di ritardo le cosidette “penne gel”, che al posto del vecchio inchiostro tradizionale, quello che mi impiastricciavo le mani alle elementari quando la bic si rompeva, usano un inchiostro gel, a rapida asciugatura, che garantisce una scrittura fluida e precisa. Sebbene all’inizio non volessi credere a questa nuova tecnologia, mi sono dovuto ricredere, ed ecco che mi e’ presa la frenesia, nel giro di una settimana ho dovuto comperare diverse penne, di diverse marche e modelli.
Praticamente tutte le penne di questa categoria sono penne giapponesi, uni-ball, pentel e pilot, ci sono quelle piu’ “commerciali” e quelle piu’ raffinate, dai piu’ svariati colori, dal classico nero al rosa shokking… beh, queste ultime non le ho nemmeno prese in considerazione.
Cercavo particolarmente qualche cosa che andasse bene per scrivere sul mio Moleskine, non mi andava piu’ di usare una matita tutta smangiata che andava temperata ogni volta, cosi’ ho provato una uni-ball signo RT 207, molto comoda, molto bella la linea, ma la punta da 0.7mm mi faceva un tratto troppo spesso per i miei gusti. Ho cosi’ provato una Pilot G-tec-c4 con una punta di 0.4. Il tratto era nettamente piu’ fine, ma non so se e’ proprio il modello o il singolo pezzo ad essere difettoso, continuava a saltare linee e troppo spesso dovevo ripassare piu’ volte su cio’ che avevo gia’ scritto; no non andava bene. Cosi’ sono passato ad una Pentel Energel 0.5, che e’ risultata ottima, ma non esattamente quello che volevo. Alla fine ho visto la penna che volevo, l’ho provata ed e’ risultata perfetta: una Pentel Slicci 0.4 Dark Blue, un tratto preciso, uniforme, continuo, mai una sbavatura, e anche il colore e’ ottimo; quel blu scuro e’ davvero formidabile.
Purtroppo non sono uno che si mette a fare delle prove serie, a scannerizzarle e a pubblicarle, quindi non sto nemmeno a dire “appena riesco le pubblico”, vi rimando direttamente a guardare le foto che ha pubblicato su flickr uno che queste cose le sa fare bene. Ok, non e’ proprio una 0.4 e non e’ il colore che ho detto io, ma e’ tanto per farvi capire.
E per concludere, ieri ho completato questo ordine su Jetpens.com, un sito specializzato in penne giapponesi:
1 x Uni-ball Signo DX UM-151 Gel Ink Pen – 0.38 mm – Blue Black
1 x Pentel Slicci Gel Ink Pen – 0.3 mm – Blue Black Ink
1 x Platinum Japanese Art Pocket Brush Pen
1 x Pentel Hybrid Technica Gel Ink Pen – 0.3 mm – Black
1 x Pilot Hi-Tec-C Gel Ink Pen – 0.5 mm – Basic Colors – Black
1 x Pentel Slicci Gel Ink Pen – 0.4 mm – Blue Black Ink
1 x Pentel Slicci Gel Ink Pen – 0.7 mm – Black Ink
1 x Pentel Slicci Gel Ink Pen – 0.4 mm – Royal Blue Ink
Ora, una piccola nota tecnico-culturale. Il motivo per cui i giapponesi si sono ingegnati a costruire penne sempre piu’ precise e sottili a rapida asciugatura, e’ che loro devono letteralmente disegnare tante piccole linee in spazi piccolissimi. Va da se’ che una bic con un rilascio dell’inchiostro incostante e che sbava ovunque non e’ il massimo per aiutare la scrittura dei loro caratteri (kanji).
Perfetto!!! Ma a cosa serve una penna se non si sa dove scrivere… e lo so che basterebbe un qualsiasi quaderno da cartoleria e che non c’e’ da diventare pazzi su queste cose, ma che ci volete fare, con gli occhiali che mi sono messo, con il borsello che ho comperato e con il taglio di capelli che mi sono fatto… posso andare in giro con un quablock? NO!! E cosi’, come detto, uso un bel Moleskine a fogli bianchi (ho imparato a scrivere dritto anche senza righe) ed in piu’, ieri mi sono preso un bellissimo quaderno della Paperblanks

molto bello, sia esteticamente che come carta… almeno per quello che ne capisco io della carta. La scelta poteva vertire anche su altri ma questo in particolare mi ha colpito per il soggetto: appartiene alla linea TAO, un simbolo nel quale credo fortemente.
Beh, basta, direi che ho raccontato abbastanza questa mia nuova mania.