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La furia della battaglia

9 marzo 2010

La furia della battaglia provoca una dipendenza fortissima e spesso letale, perché anche la guerra è una droga.

Chris Hedges

Codice Genesi – The Book of Eli

8 marzo 2010

Denzel Washington e’ Eli, in una perfetta ambientazione post-nucleare, con tutto il deserto del caso, con la luce ultravioletta che brucia gli occhi, con le ustioni sulla pelle causate dalle radiazioni, con l’umanita’ ridotta al minimo, con le battaglie per un po’ d’acqua, col baratto come moneta di scambio, con le bande che scorrazzano libere didepredare e uccidere i piu’ deboli e con il ricordo di una guerra lontana 30 anni, una guerra appena accenanta e ricordata appena.

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Jogging

24 gennaio 2010
Una foto fatta al lavoro

Jogging, pubblicata sul mio account di Flickr il 23rd January, 2010

A hungry Rabbid

29 dicembre 2009

A hungry Rabbid, originally uploaded by Syugotenshi.

Un piccolo test di stop-motion, realizzato con la mia fidata canon ixus 860 e con un po’ di lavoro in iMovie.

Till kingdom come + Ring of fire

24 dicembre 2009

Due canzoni meravigliose!! I coldplay che cantano queste due canzoni come tributo a Johnny Cash, la prima e’ una loro canzone scritta per lui, l’altra e’ una cover di una delle piu’ belle delle canzoni dell’unico e vero “Man in black”.

Immagine anteprima YouTube

La ragazza che non era lei… letto

5 novembre 2009

Nell’ormai lontanissimo 2005 feci un brevissimo post per segnalare l’uscita del libro per annunciare al mondo che avrei voluto leggerlo al piu’ presto.

Con i miei consueti tempi pachidermici, quest’estate ho finalmente letto quel libro e dato che poco fa mi sono ritrovato a scriverne su di un forum, volevo riportare anche qui la mia piccola minimalista e breve recensione.

“La ragazza che non era lei”, di Tommaso Pincio, e’ DELIRIO allo stato puro. Visionario. I suoi libri sono tutti dei viaggi psichedelici fatti di parole, dove si viene trasportati in mondi e realta’ alternative, da dove si ha sempre una visione acida del mondo.
Questo libro, in particolare, e’ un sussegguirsi di eventi che ci trasportano in mondi fatti di polvere, in ricordi di mondi inesistenti e in nostalgici flashback da figli dei fiori hippy anni 60, mondi popolati da macchine fabbrica escrementi e persone alle quali non si puo’ parlare di alberi messicani, dove si ascolta solo la radio del Karma che trasmette sempre una sola canzone, dove la polvere e’ un organo di controllo e una droga potentissima e dove le citta’ sono disposte sulle mappe in ordine alfabetico.

Un puro viaggio all’interno di una mente psicotica e dissociata dalla realta’ alla fine del quale non e’ detto che si riesca a capire quale fosse veramente il filo conduttore e dove l’autore ci abbia voluto portare.

Personalmente mi e’ piaciuto tantissimo, come anche gli altri dello stesso autore, pieno di riferimenti anni 60/70, stracolmo di interessanti spunti di riflessione sulla realta’ osservata attraverso gli occhi di personaggi che vivono storie allucinogene. nonostante l’articolazione del messaggio, il libro e’ scritto molto bene, scorrevole e per citare una recensione di un altro suo libro di qualche anno fa, sembra scritto in americano e poi tradotto, mentre invece lo scrittore e’ italianissimo di origine romana

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Cremona

2 novembre 2009
la vista dal torrazzo

Cremona, pubblicata sul mio account di Flickr il 2nd November, 2009

La vista di Cremona dal Torrazzo nella piazza del comune. 4€, ne vale senza dubbio la pena… ma avviso: se si soffre di vertigini, l’ultimo tratto della scala a chiocciola e’ letale.

Spot in tilt-shift

12 ottobre 2009

E’ una tecnica fotografica molto utilizzata, anche dall’italiano Olivo Barbieri che ha fatto diversi lavori sfruttandola a pieno grazie alle potenzialita’ offerte dal banco ottico.

Veduta aerea di New York in Tilt-Shift. Autore: Olvio Barbieri

Veduta aerea di New York in Tilt-Shift. Autore: Olvio Barbieri

La tecnica consiste nell’inclinare e spostare il piano di messa a fuoco utilizzando lenti e ottiche decentrabili (o il banco ottico se si ha a disposizione quello), in questo modo si crea una zona di fuoco selettivo che riduce notevolmente la profondita’ di campo, lasciando all’occhio umano questa illusione ottica di “finto”, un plastico.

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