Drina

What is eternal

Questa settimana, per il corso di fotografia, c’era da portare un lavoro molto curioso, che mi e’ piaciuto molto: ascoltare una canzone e definire che emozione ci suscita, poi cercare di fare delle foto che suscitino la stessa emozione.

Dopo alcuni tentativi che non mi hanno soddisfatto molto, ma che magari pubblichero’ in seguito, dopo averli aggiustati a dovere, ne ho fatto uno su una canzone della Trans-siberian Orchestra, dall’album Beethoven’s Last Night.

Ecco il risultato:

La canzone e’ What is Eternal, una canzone della Transiberian Orchestra, tratta dall’album Beethoven’s Last Night. L’album e’ una sorta di Opera Rock che vuole romanzare l’ultima notte di vita di Beethoven, narrandoci un viaggio introspettivo del Maestro che si trova davanti ad una proposta del diavolo in persona, Mefistofele.

L’offerta e’ semplice: la salvezza della sua anima, in cambio di tutta la sua musica, ma accettare vorrebbe dire essere dimenticati da tutti e aver quindi vissuto una vita inesistente. Il dubbio e’ un tormento e questo e’ proprio quello che viene narrato in questa canzone specifica.

Beethoven si chiede espressamente cosa e’ eterno, se l’uomo o il momento, se le azioni compiute o le motivazioni delle stesse, si domanda cosa possa servire una vita che non lascia traccia di se, cosa possa essere servito aver vissuto tutti i suoi ricordi per poi essere dimenticato da tutti, ma al tempo stesso si chiede anche perche’ si trova davanti a questa scelta, si chiede che strada lo abbia portato a quel punto, si arrabbia col Fato che lo ha portato li’, poi si dispera e chiede perdono per tutti i suoi peccati, anche per quelli che in quel momento si sta dimenticando, per quelli che magari non considera

…i troppi pensieri si accumulano sempre piu’ e la scelta diventa impossibile.

Ed e’ questo che ho cercato di Fotografare, questo miscuglio di disperazione, di voglia di rivalsa, di rabbia, di dubbio, di riflessione. Poi ho notato che molti ci hanno visto anche altre cose, alcune molto interessanti, ed e’ quindi un lavoro molto aperto, dove ognuno puo’ guardarsi in quelle ombre notturne e cercare di vedere qualche cosa che magari io non ci ho visto.

Kodak degli anni 30

Kodak Junior 620Era di qualche bis-nonno, era di mia nonna… ora, dopo oltre 40 anni, forse, puo’ tornare alla vita. Su un sito americano sembra che vendano delle pellicole 620 con le quali forse riusciro’ a fare qualche scatto. A dire il vero andrebbero bene anche le 120 (quelle del medio formato che si usano ancora oggi e che si trovano molto piu’ facilmente), solo che non ho i rulli su cui avvolgerle (la differenza sta solo nel rullo, non nelle dimensioni della pellicola).

La macchina, di per se’, e’ splendida: e’ una kodak junior 620, prodotta in germania dal 1933 fino al ’39; La meccanica mi sembra sia in ottimo stato, solo l’autoscatto si inceppa e avrebbe bisogno di un’aggiustatina. Per il resto, le velocita’ dell’otturatore sono 1/125, 1/100, 1/50, 1/25, B, T, l’attacco per lo scatto e’ compatibile con il mio scatto flessibile (cosa che non lo e’ sulle nuove reflex digitali… ladri), mentre l’obiettivo e’ un Kodak 1:6.3 f=10,5cm, non certo il piu’ luminoso che si possa immaginare, ma senza dubbio capace di fare foto degne di questo nome, visto che mia nonna si e’ fatta tutta la sua gioventu’ con questa macchina e di certo non aveva torce o faretti portatili come ci sono oggi.

Sono davvero curioso di vedere se riesco a tirarne fuori qualche scatto buono… ora non mi resta che fare l’ordine per qualche rullino, scattare qualche foto interessante e stare a vedere… speriamo.