in sempre piu’ persone cresce l’idea di appartenere ad un popolo superiore, quasi ariano. sempre piu’ spesso mi capita con rammarico di sentire giudizi denigratori verso altri popoli rei del fatto di avere leggi, colori e Dei diversi dai nostri, sempre piu’ spesso, sento persone vantarsi della propria presunta superiorita’, convinti di essere migliori di altre persone che a loro volta saranno convinte della stessa cosa.
uomo, animale incapace di imparare dai propri errori, incapace di evolvere la propria mente, continua a ripetersi nella storia, a commettere i propri errori recidivamente.
William Shakespeare alla fine del 1500 scriveva:
Un Ebreo non ha occhi? Un Ebreo non ha mani, organi, una forma, sensi, affetti, passioni? Si nutre dello stesso cibo, le stesse armi lo feriscono, è soggetto alle stesse malattie e guarito dalle stesse medicine, soffre lo stesso caldo in estate e lo stesso freddo in inverno di qualsiasi Cristiano. Se ci pungete, forse che non sanguiniamo? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo?
E se ci fate un torto, non dovremmo vendicarci? Se siamo uguali a voi in tutto il resto, saremo uguali a voi anche in questo. Se un Ebreo fa un torto a un Cristiano, come si esprime la sua Carità cristiana? Con la vendetta. Se un Cristiano fa torto ad un Ebreo, fin dove dovrebbe arrivare la sua sopportazione, stando all’esempio cristiano? Beh, non più in là della vendetta. Io metto in pratica la malvagità che mi avete insegnato voi e sono sicuro che l’allievo supererà i maestri.
tratte da “Il mercante di venezia” atto III scena I.


