I migliori

in sempre piu’ persone cresce l’idea di appartenere ad un popolo superiore, quasi ariano. sempre piu’ spesso mi capita con rammarico di sentire giudizi denigratori verso altri popoli rei del fatto di avere leggi, colori e Dei diversi dai nostri, sempre piu’ spesso, sento persone vantarsi della propria presunta superiorita’, convinti di essere migliori di altre persone che a loro volta saranno convinte della stessa cosa.

uomo, animale incapace di imparare dai propri errori, incapace di evolvere la propria mente, continua a ripetersi nella storia, a commettere i propri errori recidivamente.

William Shakespeare alla fine del 1500 scriveva:

Un Ebreo non ha occhi? Un Ebreo non ha mani, organi, una forma, sensi, affetti, passioni? Si nutre dello stesso cibo, le stesse armi lo feriscono, è soggetto alle stesse malattie e guarito dalle stesse medicine, soffre lo stesso caldo in estate e lo stesso freddo in inverno di qualsiasi Cristiano. Se ci pungete, forse che non sanguiniamo? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo?
E se ci fate un torto, non dovremmo vendicarci? Se siamo uguali a voi in tutto il resto, saremo uguali a voi anche in questo. Se un Ebreo fa un torto a un Cristiano, come si esprime la sua Carità cristiana? Con la vendetta. Se un Cristiano fa torto ad un Ebreo, fin dove dovrebbe arrivare la sua sopportazione, stando all’esempio cristiano? Beh, non più in là della vendetta. Io metto in pratica la malvagità che mi avete insegnato voi e sono sicuro che l’allievo supererà i maestri.

tratte da “Il mercante di venezia” atto III scena I.

La notte è nostra

Io sono la luce,il calore, senza tregua
invece voi?
voi che divorate la notte,
voi che inseguite il mistero,
voi che celebrate l’ambiguo,
voi che vi fate sedurre dalle passioni,
tentare dai sensi,

voi che mi avete adorato come fossi un Dio,
non vi siete mai chiesti se io abbia un desiderio?
Vorrei vivere una notte…anche una sola…

Voce: Mario Zucca
Spot: Bacardi Riserva
Musica: Limp Bizkit – Creamer (Radio is dead)

Questione di importanze

“sai cos’ é un piumino?”
“Una trapunta”
“Una coperta. Solo una coperta.
Perché due come te e me sanno cos’ é un piumino?
E’ essenziale alla nostra sopravvivenza ? Nel senso cacciatore e raccoglitore? No.
Allora che cosa siamo?”
“Siamo che so: siamo consumatori?”
“esatto. Siamo consumatori.
Siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona.
Omicidi, crimini, poverta’. Queste cose non mi spaventano.
Quello che mi spaventa sono le celebrita’ sulle riviste. La televisione con 500 canali. Il nome di un tizio sulle mie mutande. I farmaci per capelli. Il viagra. Poche calorie”
“L’ arredatrice Martha stewart”
“Fanculo Martha Stewart. Martha sta lucidando le maniglie sul Titanic. Va tutto a fondo bello”

le feste pop e le feste metal secondo Debaser.it

Dall’editoriale di Debaser.it del 16 marzo 2006

Strane bestie le feste pop, mi metto in un angolo a fissare il dj e mi sbronzo come una bestia: e’ venuto da Bratislava per farmi divertire e per questo mi odia. “Metti una canzone pop, fottuto dj!” gli dico per farmi accettare da tutti, cantiamo “Baby, baby, mi fai soffrire!” e ridiamo, nessuno soffre e che cazzo c’avremo mai da ridere. “Baby, baby, mi fai soffrire!” mi guardano le ragazze e io non posso fare niente per loro tranne uno spinello. Alle feste pop se sei fortunato passano i Placebo remix, qualche secolo fa li conosceva solo lei e quando sono arrivati fino a Bratislava l’avevano già sostituita in cinquanta. “Cazzo guardi?” – gli dico mentre cerco i tutti i modi una ragione per soffrire. “Metti una canzone dance, fottuto dj!”. Alla fine della festa fa un metro e riesce a trovarmi nell’angolo mentre mischio l’erba sulla custodia dei Low, mi dice “ma come stai messo, stronzo” e la sua pietà mi fa sentire meglio in questo mondo di pazzi.

Dall’editoriale di Debaser.it del 20 marzo

Strane bestie le feste metal, suonano una band che si chiama “Make a change: kill yourself”, una atipica evoluzione del libero arbitrio: arrivo sempre di buon umore ma quando li sento non rido piu’ – questione di rispetto – mi drogo e inseguo i metallari, urlo “Esci da questo corpo!” mentre lo stereo passa “Even Satan plays speed”. Lo chiamano metal depressivo, nella mia disperata ricerca del sapere e’ venuto dopo il metal nazionalsocialista, gli urlavo: “Satana non mi avrai mai!” mentre suonavano la marcia degli antichi barbari slavi. Quando sono depresso mi piace immaginarmi perfettamente integrato, mi sposto con disinvoltura dai concerti thrash a quelli doom, mi sbronzo e confondo i generi, avvicino gli artisti, gli dico “Dopo aver fallito ho considerato la vita una cosa romantica” e nella loro disperata ricerca del sapere mi chiedono dov’e’ il cesso. Troppo permalosi questi metallari depressi ad ogni modo: l’altro giorno sono stato a sentire uno per 3 ore, gli ho detto “Satana abbandona questo corpo di merda!” e allora lui per offendermi si e’ suicidato un altro giorno.

Paura e delirio a Las Vegas

Strani ricordi in quella nervosa notte a Las Vegas, sono passati 5 anni? … 6?… Sembra una vita. E’ quel genere di apice che non tornerà mai più. San Francisco e la metà degli anni ’60 erano un posto speciale ed un mondo speciale di cui fare parte. Ma nessuna spiegazione, nessuna miscela di parole, musiche, ricordi poteva toccare la consapevolezza di essere stato là vivo, in quell’angolo di tempo e di mondo, qualunque cosa significasse. C’era follia in ogni direzione, a ogni ora. Potevi sprizzare scintille dovunque. C’era un fantastica universale sensazione che qualunque cosa facessimo fosse giusta, che stessimo vincendo. E quello credo era il nostro appiglio. Quel senso di inevitabile vittoria sulle forze del vecchio e del male. Non in senso violento e cattivo, non ne avevamo bisogno. La nostra energia avrebbe semplicemente prevalso. Avevamo tutto lo slancio cavalcavamo la cresta di un’altissima e meravigliosa onda. E ora, meno di 5 anni dopo potevi andare su una ripida collina di Las Vegas e guardare ad Ovest e con il tipo giusto di occhi potevi quasi vedere il segno dell’acqua alta, quel punto dove l’onda alla fine si è infranta ed è tornata indietro.

Paura e delirio a las vegas

Quando la classe non è acqua

Wir haben nicht offensiv gespielt. Es gibt keine deutsche Mannschaft spielt offensiv und die Namen offensiv wie Bayern. Letzte Spiel hatten wir in Platz drei Spitzen: Elber, Jancker und dann Zickler. Wir mussen nicht vergessen Zickler. Zickler ist eine Spitzen mehr, Mehmet mehr Basler.

Ist klar diese Wörter, ist möglich verstehen, was ich hab’ gesagt? Danke.

Offensiv, offensiv ist wie machen in Platz.

Ich habe erklärt mit diese zwei Spieler: Nach Dortmund brauchen vielleicht Halbzeit Pause. Ich habe auch andere Mannschaften gesehen in Europa nach diese Mittwoch. Ich habe gesehen auch zwei Tage die Training.

Ein Trainer ist nicht ein Idiot! Ein Trainer ist da … sehen was passieren in Platz. In diese Spiel es waren zwei, drei oder vier Spieler, die waren schwach wie eine Flasche leer!

Haben Sie gesehen Mittwoch, welche Mannschaft hat gespielt Mittwoch? Hat gespielt Mehmet, oder gespielet Basler, oder gespielt Trapattoni? Diese Spieler beklagen mehr als spiel!

Wissen Sie, warum die Italien-Mannschaften kaufen nicht diese Spieler? Weil wir haben gesehen viele Male sulch Spiel. Haben gesagt, sind nicht Spieler für die italienen, eh…, Meisters.

Struuunz! Strunz ist zwei Jahre hier, hat gespielt zehn Spiel, ist immer verletzt. Was erlaube Strunz?! Letzte Jahre Meister geworden mit Hamann, eh…, Nerlinger. Diese Spieler waren Spieler und waren Meister geworden. Ist immer verletzt! Hat gespielet 25 Spiele in diese Mannschaft, in diese Verein. Muss rispektieren die andere Kollega!

Haben viel nette Kollegan. Stellen diese Kollegan die Frage! Haben keine Mut an Worten, aber ich weiß, was denken über diese Spieler. Mussen zeigen jetzt, ich will, Samstag, diese Spieler mussen zeigen mich, …, seine Fans, mussen alleine die Spiel gewinnen. Muß allein die Spiel gewinnen!

Ich bin müde jetzt Vater dies Spieler, eh.., verteidige immer diese Spiele. Ich habe immer die Schulden, über diese Spieler. Einer ist Mario, einer, ein anderer ist Mehmet. Strunz ist dagegen nicht, hat nur gespielt 25 Prozent diese Spiel!

Ich habe fertig!

by trapatooni

La ragazza Voodoo

Voodoo girl

La sua pelle è un panno bianco
ricucito da ghirigori di fili neri,
molti spilli colorati
nel suo cuore son puntati.

Ha un bel paio di occhioni
che usa per intontolire
i ragazzoni.

In sua malia
ha molti intronati,
uno persino in Algeria.

Eppure anche lei è preda
di un maleficio da superstrega,
un sortilegio che non può
spezzare: se qualcuno le
si avvicina, gli spilli si
fanno spina e nel cuore
vanno ad affondare.

voodoo girl 2

(Voodoo girl by Tim Burton)

Un incontro che cambia la vita

Uno pensa che la propria vita sia rimasta confinata in uno spazio troppo angusto. Una cittadina di poche migliaia di abitanti, una casa tanto anonima che si fa fatica a riconoscerla quando ci si torna, un televisore con le notizie dal mondo. Gli stessi pensieri tutti i giorni e un tono di grigio che sembra soffiato col vaporizzatore per come riesce a stendersi omogeneamente su tutto. Cosi’ uno pensa che lasciando la propria casa sia possibile trovare una via di scampo, aprirsi a quello che c’e’ fuori e diventare piu’ grandi e dare senso al fatto che in qualche modo si e’ ancora vivi, un senso che non sia un vero e proprio significato ma soltanto qualcosa d’imprevisto, di estraneo alle geometrie degli spazi angusti. Un incontro, magari. Una ragazza che ti sorride come fosse nata in quel preciso istante. Poi uno si chiede perche’ mai una cosa del genere dovrebbe essere cosi’ potente da cambiarti la vita e la risposta e’ no, non la cambia affatto. E se anhce la cambiasse, il cambiamento sarebbe solo una questione di densita’: stesso spazio angusto, ma con una persona in piu’ che invece di sorriderti come fosse appena nata ti lancia occhiate piene di risetimento. Pero’ uno pensa pure che non e’ mica detto, che non sta scritto da nessuna parte che gli incontri devono finire tutti allo stesso modo, ma se pure fosse, perche’ farsi dei problemi su come andra’ a finire, quando a quello ci pensano gia’ le cose e gli amori? A finire cioe’. Quand’e’ cosi’, a uno viene da pensare che tutto sommato valga comunque la pena di partire. Di provare.

(un amore dell’altro mondo – Tommaso Pincio)