Riprendiamoci lo stile

JuventusQuesta settimana non sapevo proprio di cosa parlare, potevo descrivere i tristi fatti dei monaci buddisti massacrati, potevo parlare di Hamilton, o della caduta di roma “per mano” di un francese, potevo parlare dei coglioni che hanno animato il prepartita di Torino – Juventus, ma alla fine, il giusto spunto, me lo ha dato proprio il club neo promosso (con la collaborazione del sito della gazzetta), ma non riguarda la giornata calcistica.

Perche’ si sa, lo Juventino ne fa una questione di stile, perche’ la nobilta’ d’animo della societa’ e’ qualche cosa che va ben oltre i 95 minuti sul campo di gioco, va ben oltre il materialismo di una telefonata. Lo stile, lo si ha dentro, non lo si compera con un paio di sim straniere. Lo Stile, e’ qualche cosa che rimane intrinseco anche nello stemma, ridisegnato nel recente 2004.

Per questo motivo, una squadra due volte campione del mondo, due volte campione d’europa, ventisette (o ventinove, a seconda della quantita’ di stile) volte campione d’italia, una squadra leggendaria e “vecchia signora”, fa causa all’Adap Galo Maringà, per plagio e per danno all’immagine.
Lo ammetto, fino a questa mattina neppure io sapevo neanche lontanamente che esistesse una squadra nel mondo con un nome simile, ma invece, spulciando per bene negli albi calcistici, si trova davvero e si scopre che milita nella Terza Divisione Brasiliana, e che nel 2006 sono stati addirittura vicecampioni del Parana’. Un club di tutto rispetto con una storia neanche decennale visto che sono stati fondati nel 1999.

Adap Galo MeringàMa cosa hanno fatto per meritarsi una denuncia dal club del 1897? hanno avuto la malsana idea di scrivere il loro nome in modo arcuato e di sottolinearlo. Come si puo’ ben vedere, le strisce sono diverse, sia in numero che in forma, l’animale simbolo e’ diverso (e’ un bel galletto quello, pre chi non lo capisse), e pure la forma dell’ovale e’ diversa, ma la scritta, e’ dramamticamente uguale e per questo i legali bianconeri si sono mossi per ottenere il giusto risarcimento monetario e il divieto a quel club di ladri di usare uno stemma simile per la loro squadra che infanga la storia del club bianconero per eccellenza (no, non parliamo del new castle 1892), perche’ non si puo’ guardare una partita del Galo Meringà e pensare che questi abbiano qualche cosa a che fare con uno dei due club con sede a torino (sperando che questi brasiliani abbiano ridisegnato lo stemma dopo il 2004).

Che si sappia, nel mondo del calcio, il plagio non e’ consentito! …ma qualcuno sa che fine ha fatto la zebra?

Plagio

Desmosedici, la divina creatura

Stoner e Rossi

All’inizio, doveva essere la stagione della rivincita di Rossi, vittima l’anno scorso di troppi problemi tecnici che gli hanno fatto perdere il titolo per un soffio. All’inizio, un certo Stoner era quotato 25 a 1 per la vittoria finale. All’inizio, questa Ducati, si sapeva che era veloce, ma non si sapeva quanto.

Ora, dopo la gara di Motegi, Rossi si e’ dovuto inchinare, ancora una volta ai suoi problemi tecnici, Stoner ha vinto il campionato e la Ducati riporta in italia il titolo costruttori della classe regina delle due ruote dopo 34 anni.

Sembra una favola, una storia che non ci si crede, eppure e’ tutta realta’. Una moto che e’ un’opera d’arte, una creatura “modesta”, quasi casereccia, una casa produttrice che e’ nulla in confronto ai colossi nipponici come Honda e Yamaha (la ducati vende circa 30 mila moto all’anno contro gli oltre 10 milioni di Honda e i 5 di Yamaha). La Ducati, in fondo, e’ un po’ come la Ferrari, pochissimi pezzi all’anno, moto prestigiose, che sono quasi un segno distintivo per chi le guida, velocissime, ma scorbutiche, difficili da tenere a bada, come dei cavalli selvatici che non si fanno domare. Una moto nata dall’idea dell’ingegner Filippo Preziosi, tetraplegico, bloccato su una sedia a rotelle dal 2000 dopo un incidente proprio in moto, senza l’ausilio ne di braccia ne di gambe, ma con un grande cuore col quale e’ riuscito a dare vita alla “divina creatura”. Continue reading

Ancora una questione di stile

Alonso

Nello sport, ma piu’ generalmente in tutti quegli ambiti dove si e’ sotto gli occhi della gente, di molta gente, ci sarebbe sempre piu’ bisogno di stile, di classe, eppure, da qualche anno, si ha una tendenza opposta. Quando la pressione mediatica non era cosi’ forte, si vedevano personaggi carichi di stile da fare impressione, mentre oggi si vedono gesti degli ombrelli, insulti alle tribune, dichiarazioni oscene, denuncie col solo scopo mediatico, cose assurde.

Voglio dire, la tua scuderia e’ sotto inchiesta per presunta frode sportiva, il tuo team e’ sospettato di averti costruito una macchina studiando prima i progetti di quella del tuo avversario, fino a quando questa notizia e’ rimasta nascosta la tua macchina sembrava irraggiungibile mentre ora, almeno sull’asciutto, resta indietro di una decina di secondi, superi il tuo avversario sul bagnato, dopo una splendida battaglia di 2 giri… e accusi lui di averti toccato volontariamente?

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Svizzera regina dei mari

Svizzera

41.285 kilometri quadrati di superfice (piu’ o meno quanto la lombardia e il piemonte insieme), di cui il 3,7% ricoperto dall’acqua e oltre il 90% caratterizzato da rilievi montuosi, confina a nord con la Germania, ad est con il Liechtenstein e l’Austria, a sud con l’Italia, ad ovest con la Francia. Sono 74 le cime che superano i 4000 metri di quota e il punto piu’ alto lo si trova sulla Punta Doufur (4634 m.s.l.m) mentre lo specchio d’acqua piu’ esteso e’ il Lago Lemano, con 582 kilometri quadrati.
Kilometri di costa bagnati dal mare: 0!

Grazie a questa prodigiosa potenza montana il trofeo navale piu’ prestigioso al mondo, resta in europa. Gli svizzeri sono infatti riusciti a difendere il titolo conquistato nel 2003 vincendo la 32a edizione della Coppa America. L’ultima regata fissa il punteggio sul 5-2 per Alinghi, che di un solo secondo supera sul traguardo il Team New Zeland, in una delle sfide piu’ appassionanti di sempre nella storia di questo trofeo.

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Domenica: stile, gioie e dolori

Trezeguet Esulta

Eh si’… lo si e’ sempre detto, e’ una questione di stile.
La Juventus di Deschamps, ha conquistato una promozione in serie A con due sole sconfitte, ottenute fuori casa, con una manciata di pareggi ed una serie incredibile di vittorie.
Ma, ottenuta la tranquillita’ matematica, eccolo lo stile: il tecnico d’oltralpe dimostra tutto il suo “amore” per la societa’, rassegna le dimissioni e se ne va sbattendo la porta a due sole giornate dal termine. La Juve, senza di lui, incassa una sconfitta a bari e regala ai pugliesi la salvezza, poi, all’ultima giornata, il tripudio e’ totale, conquistando la prima sconfitta casalinga contro La Spezia, donando ai liguri la possibilita’ di giocarsi la salvezza e retrocedendo matematicamente l’Arezzo, allenata da Antonio Conte, che a fine gara non manca, anche lui, di elargire amore per la sua ex-juve:

C’e’ profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra[...]
Retrocedere cosi’ fa male, pero’ mi fa capire cose che gia’ sapevo. Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito

Ma la “la grande festa” non finisce certo qui, e cosi’ David Trezeguet ringrazia pure lui la dirigenza, sfiorando quasi la magia del gesto dell’ombrello, segnando un gol, il quindicesimo in questa stagione, e mostrando a tutto il mondo la sua ferma intenzione di andarsene, dopo che la societa’ gli ha proposto un contratto ridicolo, ignorando i suoi 140 gol in bianconero, e dando piu’ fiducia ad un probabile Iaquinta.
Grande festa, abbiamo detto… ma a vedere le immagini, la festa l’hanno vista solo quelli del sito bianconero, perche’ alla premiazione, dagli spalti piovono fischi per Mataresse (e’ questione di stile fischiare chi ti sta premiando), le facce dei giocatori sono quelle di chi ha sfiorato il traguardo ma non ce l’ha fatta, la gioia chissa’ dov’e’ rimasta… forse, erano solo spaventati all’idea che la grande festa si dovesse concludere con il concerto dell’unico vip presente, il romagnolo Paolo Belli (sugli spalti, personaggi altisonanti come Max Pisu, Paolo Brosio, Cristina Chiabotto, Chiara Edelfa Masciotta e qualcuno giura di aver visto anche l’uccellino di Del Piero!!).

Per fortuna pero’, non tutto lo sport si basa sullo stile bianconero, ieri e’ stata anche la giornata dell’incredibile gioia di napoli e genoa, che tornano in serie A dopo anni di patimenti grazie ad un bellissimo pareggio della triestina. Sul campo genoano, le due squadre danno vita ad un discreto duello, colpendo anche un palo e sfiorando il rigore, ma e’ graizie al gol della triestina l’ombra dei play-off viene scongiurata e l’invasione di campo di entrambe le tifoserie e’ uno spettacolo da festa popolare.

Unica delle grandi ad essere esclusa e’ il bologna, che doveva sperare in un miracolo che non e’ arrivato ed e’ quindi inutile quindi la sua goleada contro l’albinoleffe (risultato finale 2-5).

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Milan Campione d’Europa

Galliani

Maldini, 6-
quinta coppa vinta, ha fatto il suo compitino, senza lode e senza infamia. lento, superato a piu’ riprese, qualche intervento senza visione di gioco, ma ancora degno capitano

Gattuso, 7
tanto ma tanto cuore, sempre presente, sempre solido, un vero mastino…

Gerrard, 6 1/2
corre, corre e corre ancora, sbaglia pero’ in un paio di occasioni quando avrebbe l’opportunità di trafiggere Dida, ma gli escono delle mozzarelle filanti che non impensierirebbero nessuno.

Dida, 5
spaventato, pericoloso.
dopo pochi minuti di gioco respinge a un metro da lui, in mezzo all’area, un tiro morbido morbido… grazie al cielo c’era Nesta davanti all’attaccante.
assurdo sul gol, si guarda in giro con aria spaesata senza capire dove sia la palla, i suoi compagni e gli attaccanti.

Nesta, 7–
in 3 occasioni gli ho visto salvare la baracca. ha commesso qualche errore, ma era un male di tutta la difesa.

Oddo, 5
stanco, lento… sulla sua fascia si faceva quello che si voleva.

Kuyt, 6–
dov’era? desaparecido per 90 minuti sbuca fuori solo all’ultimo e come il babau spaventa Dida che smanaccia un paio di mosche innocenti dimenticandosi che dovrebbe tenere d’occhio il pallone.
Kaka’, 7
stanco, ma sempre kaka’.
corre per 90 minuti arriva alla fine con la lingua di fuori, tenta ripetutamente di partire palla al piede ma sempre bloccato con metodi piu’ o meno legali… sempre un piacere vederlo giocare.
e solo lui poteva pensare ad un assist per inzaghi dopo 80 minuti

Benitez, 4
sotto di un gol, insiste con la stessa tattica per altri 35 minuti… il cambio decisivo lo fa a soli 10 minuti dalla fine.
quando perdi ed in panchina hai un pennellone come Crouch, lo devi far entrare, piazzarlo sul dischetto del rigore e far partire da ogni parte del campo traversoni verso la sua capocciona… dai e dai, prima o poi la palla entra… soprattutto se abbiamo Mr. Uscita Sicura a difendere i pali avversari.

abigail clancyCrouch, 9
Entra e subito si piazza in entrambe le aree, per non sbagliarsi. tutte le palle aere diventano un pericolo per piccinini ma il pericolo arriva dal basso e la prima palla che gli passano rasoterra, prima la nasconde tra quelle lunghe e goffe leve e poi la scaraventa fortissimo verso la porta, colpendo le mani di Dida. il 9 e’ solo ed unicamente per la biondazza che si sbatte.

Pirlo, 8
l’unico in tutto il milan che ha capito gia’ da tempo come si usa Inzaghi. tirargli fortissimo la palla addosso. prodigiosa la sua punizione, millimetrica tanto da evitare pure il fallo di mano del suo bersaglio.

Reina, 7
un cross che sia un cross non se lo lascia sfuggire. appena la palla sorvola l’area, e’ sua grazie alla colla sui guanti.
decisamente incolpevole sul primo gol, decisamente di piu’ sul secondo… ma come accusarlo, nemmeno lui poteva immaginarsi che quello arrivasse a tirare invece che fare la solita pantomima.

Culovic Sasa Culovi? Saša, 10
sempre presente, su tutti i palloni. gioca per la squadra e con la squadra, crossa, dribla e non si stanca mai. meraviglioso.
spettacoalre il suo intervento sul primo gol. Un giovane decisamente promettente, da tenere d’occhio.

Inzaghi, 9
dorme tutto il primo tempo, Pirlo gli telefona perche’ ha bisogno di lui per una punizione e lui segue le istruzioni spostandosi a casaccio e aspettando che la palla lo colpisca spiazzando il portiere.
poi, riprende il letargo; si spaventa quando i suoi compagni si ostinano a passargli il pallone fuori area; quando vede due difensori fiondarsi su di lui grida “ARIMO!” e si mette al sicuro; sorprende tutti per la sua scelta di fare velo su un cross che era tutto per lui (da solo) al limite dei 16 metri e ancora solo Piccinini puo’ intravedere un pericolo quando (sempre fuori area) gli arriva un pallone mentre e’ circondato da 3 difensori.
poi, all’imporovviso l’incoscenza, come una favola, ricordi di gioventu’… gli torna alla memoria quando correva libero sui prati, quando riusciva a fare piu’ di tre passi palla al piede prima di tirare, prima che un giocatore del monaco gli posasse il deretano sul volto sfigurandolo nei lontani anni in bianconero… come in una bella puntata di holly e benji, riesce a scattare dietro ai difensori, controlla il pallone, fa uno, due, TRE passi, aspetta che Reina si butti e gli piazza il pallone sotto l’ascellone con una morbidezza che non si sa da dove sia uscita.
poi, per fortuna, tutto torna alla normalita’ e appena un pallone lo sfiora nuovamente finge un attacco d’appendicite acuta stramazzando al suolo in maniera oscena.

GallianiZio Fester, 10
e’ meraviglioso!!!
uno spettacolo stupendo, vedere una persona tanto carica di emozioni sincere… favoloso.
Sempre pacato nelle sue esultanze, sempre a modo, un vero gentlman inglese dal sangue freddo…
non hanno fatto a tempo a finire la partita, che era gia’ in campo per salutare e ringraziare tutti. Provo sincera ammirazione per quest’uomo.

Liverpool, 4
attacca per 90 minuti, pressa per 90 minuti, costruisce per 90 minuti… magari, concludere anche a rete potrebbe aiutare.

Milan, 9 1/2
Morale, Carattere, Koolovic… si sono fatti una sgroppata dalle prequalifiche, hanno superato un girone infernale dove il Lilla gli stava per soffiare il primo posto, sono arrivati fino alla finale e hanno davvero giocato all’italiana: tutti in difesa col bumper davanti.
ad atene hanno portato tutti, ma proprio tutti, famiglie, ronaldo e persino IBRAHIM BA!!! un senegalese che invece di vendere libri per strada in piazza del duomo a milano, gira per l’europa un anno qua e uno la, ripassando ogni tanto dai suoi amici di milanello. rimasto disoccupato dopo che il Djurgårdens IF Fotboll non lo faceva giocare, e’ tornato a milano (il derby county lo ha rifiutato), dove ha potuto quanto meno allenarsi a tempo perso fino a quando il Varese (C2) non ha deciso di puntare su di lui per la fine della stagione.

infine
la Gazzetta dello Sport, 2
perche’ se mi vuoi fare il titolo con l’effetto speciale mi va bene, se vuoi scrivere “E VAI!!!!!!!” con 7 punti esclamativi come le 7 coppe, mi sta bene… ma mettere i numerini sotto ai punti per far capire il significato, vuol dire che c’e’ un errore di comunicazione alla base e che devi spiegarti piu’ del necessario.

e comunque non c’era la giuventus… era una coppa mediocre.

Quindicesimo scudetto

campioni d’italia

Si sa, per anni, la nostra serie A e’ sempre stata considerata il campionato piu’ bello del mondo, almeno da noi italiani, perche’ ogni paese reputa il proprio, il campionato piu’ bello del mondo.
Ma il bello e’ che noi, forse piu’ degli inglesi o degli spagnoli, ne siamo davvero convinti e guai a pensare il contrario… almeno fino alla stagione 2005-2006, qunado il Campionato Italiano ha deciso di farsi retrocedere per poter dare anche alle squadre meno fortunate la possibilita’ di giocare contro di loro.

Sì, perche’ e’ inutile negarlo, ma noi, in italia, siamo ben furbi. Alla Uefa e alla Fifa, facciamo credere che da noi sia come in tutti gli altri paesi, dove c’e’ un campionato e dove le squadre lottano per arrivare al titolo di fine stagione, ma poi, in realta, lo sappiamo bene che non e’ cosi’ e che in realta’ da noi ci sta tutto un altro spirito, che noi il calcio ce lo siamo reinventato da 20 anni a questa parte, che da noi ogni partita, ogni singola sfida tra due squadre, non e’ altro che una semplice partita di allenamento in vista della partita contro il “Campionato Italiano”. Abbiamo deciso all’unanimita’ che la Juventus fosse nominata Campionato Italiano e che tutte le altre squadre della massima serie avessero il privilegio di potersi scontrare contro di loro almeno due volte a stagione con la speranza di fare almeno una bella figura.
Quindi, fino almaggio scorso era la serie A il cmapionato piu’ bello del mondo, ma poi, a sorpresa, il benefattore Luciano Moggi ha deciso che il Campionato Italiano dovesse dare la possibilita’ anche a chi difficilmente vedra’ la serie A di giocare contro di loro e cosi’ ha deciso di far retrocedere in serie B la Juventus (ha tentato di raggiungere addirittura la C1, ma l’idea e’ stata infine bocciata), lasciando cosi’ spiazzate tutte le altre grandi societa’ rimaste in serie A. Qualcuno ci ha provato a seguirli, la fiorentina, la lazio, il milan, non ci stavano a disputare un’itera stagione senza provare le brezza di una partita contro il Campionato Italiano, pero’ niente, la giustizia sportiva ha detto di no, che i grandi club per troppi hanni anno avuto questo privilegio e che non era giusto negare questa possibilita’ a squadre come Albinoleffe, Crotone, Frosinone, Rimini e tante altre, squadre che altrimenti avrebbero dovuto aspettare chissa’ quanti anni prima di poter giocare anche loro il loro Campionato Italiano e che quindi tutte le grandi sono rimaste “orfane” in serie A (poi i rossoneri ci sono riusciti comunque ad avere il loro privilegio della sfida grazie al trofeo Berlusconi , ma si sa, questo sport e’ pieno di magagne), senza motivazioni e con tanta delusione nel cuore.

Cosi’, l’Inter, rimasta spiazzata dalla beneficenza bianconera e’ rimasta inutilmente in serie A, con una squadra fortissima che aveva preparato nella speranza di giocare bene le sue due partite stagionali, non ha potuto fare altro che far finta di niente davanti alla Uefa e alla Fifa, facendo credere a tutta europa di giocare per vincere il campionato, ma in realta’, quelle 17 vittorie in fila, non sono altro che il risultato della rabbia per ben due Campionati stagionali saltati senza il giusto preavviso… Moggi, se volevi far retrocedere il campionato, almeno avvisa prima!

Quindi, mettiamoci su questo quindicesimo scudetto che non vale niente (e noi italiani lo sappiamo bene), in attesa di poter giocare almeno l’anno prossimo, perche’ quest’anno ci siamo allenati bene vincendo TUTTE le trasferte piu’ importanti in vista del ritorno del Campionato, e se per sbaglio non tornano loro, scendiamo noi, perche’ siamo stufi di vedere l’Albinoleffe che fa spettacolo o il mantova che riesce pure a vincere mentre noi, qui, ci limitiamo a scaldarci i muscoli con partite tipo Inter Roma, Inter Milan, Inter Fiorentina, tutte squadrette che in confronto al Campionato Italiano, non valgono nulla.

Magica Inter

Mancini

Pazzesco, incredibile, assurdo…

E’ qualche cosa che lascia davvero senza parole, perche’ a volerci pensare, ci si trova davanti qualche cosa di mostruso, di raccapricciante, di atroce… e’ l’Inter!!

Gioia e dolore, croce e delizia, si sa bene che l’inter, il suo tifoso lo deve far penare, sempre! Perche’ l’interista, se non ha un po’ di tensione, non sta bene, l’interista, se non soffre, non si diverte, non vive bene. Cosi’, anche quando a meta’ campionato tutta italia dava gia’ lo scudetto all’inter, quando arriva a 7 giornate dal termine ancora imbattuta, quando arriva ad avere 18 punti di vantaggio sulla seconda, quando infila 17 vittorie consecutive e quando tutto oramai sembra destinato a finire col sorriso, ecco che arriva la partita decisiva, ecco che arriva il momento di festeggiare.

Fermi tutti! si parla sempre di Inter, non si festeggia se prima non si ha un bel travaso di bile, non si festeggia se prima non si paga con un paio di belle gastriti, cosi’, invece di battere la Roma e chiudere in tempi record questo dannato campionato, ecco arrivare la prima sconfitta in campionato dall’aprile scorso (1 anno), la prima sconfitta dopo 34 partite ufficiali… doveva essere il giorno di festa per il tifoso neroazzuro, ed invece e’ il giorno in cui ci si ricorda che nel calcio esiste anche la possibilita’ di perdere, se mai ce ne fossimo dimenticati (e purtroppo molti miei compari neroazzurri lo hanno fatto, iniziando a cantare vittoria troppo presto)… si parla sempre di inter e i 18 punti sono gia’ diventati 13, con ancora 6 giornate da giocare.

Ricordiamocelo, questa inter e’ stratosferica, e’ incredibile… e’ capace di tutto, anche dell’impossibile, e questo e’ quello che temo maggiormente.