E’ una tecnica fotografica molto utilizzata, anche dall’italiano Olivo Barbieri che ha fatto diversi lavori sfruttandola a pieno grazie alle potenzialita’ offerte dal banco ottico.
Veduta aerea di New York in Tilt-Shift. Autore: Olvio Barbieri
La tecnica consiste nell’inclinare e spostare il piano di messa a fuoco utilizzando lenti e ottiche decentrabili (o il banco ottico se si ha a disposizione quello), in questo modo si crea una zona di fuoco selettivo che riduce notevolmente la profondita’ di campo, lasciando all’occhio umano questa illusione ottica di “finto”, un plastico.
Si’, ma scrivere come si faceva nel secolo scorso, alla vecchia maniera insomma, carta e penna, due cose che nell’ultimo mese ho rivalutato parecchio.
Innanzitutto le penne. Non sembra, ma trovare una bella penna, che scriva bene e che sia comoda non e’ facile. Certo, potrei comperare una penna da 100 euro e forse avrei qualche cosa di perfetto, ma io starei cercando qualche cosa di piu’ economico, da usare tutti i giorni, che non mi metta a piangere nel caso di furto o di smarrimento e che non debba tenere in cassaforte. Cosi’, nella disperata ricerca di una penna di plastica, ho scoperto con qualche anno di ritardo le cosidette “penne gel”, che al posto del vecchio inchiostro tradizionale, quello che mi impiastricciavo le mani alle elementari quando la bic si rompeva, usano un inchiostro gel, a rapida asciugatura, che garantisce una scrittura fluida e precisa. Sebbene all’inizio non volessi credere a questa nuova tecnologia, mi sono dovuto ricredere, ed ecco che mi e’ presa la frenesia, nel giro di una settimana ho dovuto comperare diverse penne, di diverse marche e modelli. Continue reading →
Ogni tanto ci vuole un restyle, un refresh dell’immagine, e cosi’, ecco che in un raptus sono entrato dall’ottico e ho ordinato una nuova montatura per gli occhiali.
Montatura Ray Ban RX5121 - 2000
Per poterla buttare ancora di piu’ sull’intellettuale, ho anche rispolverato il Moleskine per prendere appunti, buttare giu’ idee, raccogliere pensieri, segnarmi numeri e cose da ricordare (come “ricordarsi di andare a ritirare gli occhiali nuovi”).
Ora mi manca solo la penna giusta: ho preso una Uni-ball jetstream, ma non mi sembra un granche’, diverse volte perde il tratto e non scrive come si deve, quindi provero’ a vedere se trovo una bella penna “gel”… magari mini, cosi’ da fare l’abbinamento perfetto.
Ed eccoci infine giunti nel 2009, un nuovo anno ha inizio, qualcuno butta dalla finestra le vecchie cose, qualcuno fa la lista dei buoni propositi ed io sono in un punto in cui non si sa cosa puo’ succedere. Potro’ finalmente dare libero sfogo alla creativita’, potro’ finalmente spiccare il volo o potro’ planare verso i miei 30 anni senza nessuna spinta propulsiva, sostenuto soltanto dall’aria vuota di semplici illusioni.
I progetti sono tanti, posso iniziare a fare qualche set fotografico vero, dovrei procurarmi una macchina fotografica nuova e “seria” (l’obiettivo l’ho gia’ preso e funziona splendidamente), dovrei anche cercare una sottospecie di studio. inoltre vorrei anche iniziare a girare un po’ di piu’, sarebbe interessante riuscire ad andare fuori dall’europa una volta tanto.
Bah, nel frattempo ho dato un po’ di stile techno-retro’ alla sala, mettendo sul tavolo un vecchio iMac “lampada” (dal quale sto scrivendo ora). Un tocco di “White” con uno dei piu’ bei computer che siano mai stati prodotti. Poi devo ammettere che come macchina si comporta ancora ottimamente, come se non sentisse il peso dei suoi quasi 6 anni. Una nota va anche spesa per le ottime casse con cui veniva fornito questo computer all’epoca, decisamente migliori delle integrate dei nuovi iMac, con la possibilita’ di apprezzare davvero anche le basse frequenze.