Parallels e LinuxMint 4.0

Articoli di questo genere non sono il mio forte e non ne ho mai pubblicati… non so nemmeno se servono, ma non si sa mai e poi in giro ho trovato ben poco, quindi me lo appunto qui.

Per chiarezza sto parlando di LinuxMint 4.0, Parallels 3 (build 5584 e 5582, sono quelle che ho testato io) e anche Ubuntu 7.10

Il problema nasce quando si cerca di installare LinuxMint su una virtual machine di parallels: poco dopo l’avvio della procedura, il sistema si continua ad inchiodare cercando di avviare il serverx, senza riuscirci e facendo comparire il fastidioso messaggio “The display server has been shut down about 6 times in the last 90 seconds”… visto e considerato che LinuxMint si basa su Ubuntu, e’ bene chiarire che la stessa cosa capita anche col fratello maggiore, senza alcuna differenza. Continue reading

WordPress 2.3

Nelle settimane scorse erano iniziate ad uscire regolarmente le versioni beta, nei giorni scorsi era uscita la candidate release e oggi e’ finalmente uscita la nuova versione stabile 2.3.

La modifica piu’ sostanziale e’ una completa ricostruzione della categorizzazione dei post e il supporto nativo dei Tag come descrizione dei post. Si ha inoltre una migliore gestione degli URL di modo da agevolare i no-www, un sistema di notifica automatica per gli update sia di wordpress che dei vari plugin e una serie di nuove funzioni dell’editor di testo che prima erano nascoste.

Ancora non l’ho provata e non so quando lo faro’, ma nei giorni scorsi mi sono messo all’opera per preparare anche questo sito all’upgrade, ho fatto pulizia del database (stranamente funziona ancora), ho aggiornato tutti i plugin compatibili con la 2.3 (i piu’ importanti sono gia’ stati aggiornati per garantirne il funzionamento) e ho controllato dove potrebbero andare i tag e la “tag cloud”.

Per chi non sa cosa sono i tag, sono delle specie di parole chiave.

Banda larga… o larghissima

In Italia, Telecom sta provvedendo proprio in questi giorni ad un aggiornamento degli abbonamenti adsl flat, aumentando la banda disponibile. Di questo, gliene siamo tutti grati, ma intanto, in Svezia, una signora di 75 anni che risponde al nome di Sigbritt Löthberg, e’ la persona che puo’ godere della connessione casalinga piu’ veloce al mondo: 40gbps (quaranta gigabyte per secondo).

Perche’ mai un’anziana signora puo’ godere del sogno di ogni ragazzino che vorrebbe scaricare alla velocita’ della luce i suoi mp3? Semplice, perche’ e’ la madre di una leggenda svedese nel campo “reti” (Peter Löthberg, dipendente Cisco), il quale ha messo in piedi una connessione simile unicamente per dimostrare che era possibile ottenere una rete a basso costo e a grande capacita’ su lunghe distanze, cercando di invogliare gli operatori del settore ad investire nel suo progetto.

Comunque sia, ridendo e scherzando, quella amabile vecchina e’ in grado si gustarsi migliaia di canali in HDTV o di scaricare un film in fomrato DVD ad alta definizione in 2 secondi.

La connessione e’ stata realizzata collegando due router ad una distanza di 2000 kilometri senza alcun transponder intermediario, e a detta dell’amministratore di rete Hafsteinn Jonsson, non si verifica alcuna perdita di dati in quanto il tutto viaggia su fibra.

Jonsson ha concluso dicendo: “la parte piu’ difficile e’ stata instalalre Windows sul pc delal signora Sigbritt”.

articolo originale

ora che la vecchia e’ cablata non mi resta che adescarla ed ereditare il tutto.

Xbox 360 Wireless Wheel

Xbox 360 Wheel

In previsione della prossima uscita di Forza Motorsport 2, sono entrato in possesso del volante messo a disposizione da microsoft per le simulazioni di guida su Xbox360. Il prodotto, e’ di ottima qualita’ ed e’ palesemente il risultato di anni di esperienza di microsoft nel settore delle periferiche di gioco, riuscendo ad offrire un’ottima sensazione sotto tutti i punti di vista, quello di solidita’, di stabilita’, ma anche visiva e tattile.

Xbox 360 Wheel

Ieri sera, tornato a casa col mio bel paccone regalo, inizio il disassemblaggio e qui c’e’ da dire che la confezione e’ quanto di piu’ terribile si possa immaginare, una volta tolto il volante dal cartone, vi ritroverete un immenso scatolone tra i piedi che non potra’ servire a riporre il volante quando non utilizzato, visto che richiudere il tutto e’ di una difficolta’ mostruosa (quindi preparatevi a trovargli un apposito spazio da qualche parte). Comunque sia, alla fine mi ritrovo col volante sulle gambe, con un manuale di istruzioni in decine di lingue, un foglio con istruzioni semplificate (disegni), un disco/gioco di Project Gotham 3 contenente anche i driver del volante per la console, una pedaliera e un paio di cavi di collegamento.

Seguendo le istruzioni inserisco le batterie nel volante, collego la pedaliera, inserisco il gioco nella console e lo avvio, accendendo infine il volante per collegarlo via wireless come i joypad standard. Tutto molto semplice fino a qui, ma…

Appena iniziato un giro di prova per abituarmi al nuovo controller, mi rendo conto pero’ che il force feedback tanto osannato, non c’e’ assolutamente. Penso che sia da attivare o da regolare nelle opzioni, ma cosi’ non e’, riavvio, e una certa preoccupazione inizia a salirmi lungo la schiena su per la spina dorsale fino al cervelletto. Alla fine mi arrendo e vado a leggere il manuale “esteso”, seguendo passo passo le istruzioni… sbagliate!
Il manuale, infatti, indica come procedura, l’inserimento del disco di installazione dei driver e la sua rimozione una volta terminato questo passo, per procedere poi con il settaggio della nuova periferica. Forse questa e’ una procedura che si applica ai pc, ma non a questo volante, considerato anche che i driver sono nel disco del gioco e che non compare nessun messaggio di installazione (a differenza di quanto indicato dalla istruzioni).
Il pessimismo, quindi, continua a crescere fino a quando finalmente, in fondo alle pagine in italiano, tra le varie note a margine si legge che se si utilizzano le batterie, il force feedback e’ disattivato. per usarlo si deve attaccare il volante alla corrente elettrica. Ora, questa era una ipotesi che mi era balenata in testa fin dall’inizio, ma pensavo di trovarlo scritto a caratteri cubitali da qualche parte, invece no, era solo una piccola nota a margine in fondo al manuale, appena prima delle note legali. Sono anche sicuro che se avessi letto altre recensioni prima, forse mi sarei risparmiato 10 minuti di paura, ma c’era comunque la speranza che microsoft scrivesse chiaro le cose da sapere in testa alle istruzioni e non in fondo, visto anche che danno batterie e cavo come equivalenti. Beh, poco male (sono io ad essere abituato troppo bene con prodotti apple), il problema e’ quindi risolto e appena inserito il cavo di alimentazione, il volante subisce un piccolo scossone e lo sterzo diventa decisamente piu’ rigido.

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Cornici digitali

Digital Frame

Senza dubbio, e’ un passaggio obbligato della nostra evoluzione tecnologica, un passaggio che forse fara’ storcere il naso ai piu’ nostalgici e tradizionalisti, ma fara’ molto entusiasti i fan del digitale, del moderno e tecnologico.

Le cornici digitali sono oggetti che fino a qualche anno fa erano solo visioni di qualche regista di fantascenza, ipotizzazioni verosimili che si sono tramutate in realta’ grazie alla sempre piu’ avanzata tecnologia, ai ridotti spazi necessari monitor sempre piu’ sottili e sempre piu’ performanti. Un prodotto che, comunque, non ha ancora avuto il boom vero e proprio ma che presto lo avra’, stanno infatti iniziando a vedersi sul mercato anche le marche piu’ prestigiose, come Philips (il modello della foto), Samsung e persino Kodak.

I modelli presenti sono molteplici, dai piu’ piccoli, delle dimensioni di un portachiavi, in modo da avere le proprie foto sempre con se, ai piu’ costosti e multifunzione.
La caratteristica piu’ tradizionale di questo prodotto e’ certamente la visualizzazione di immagini jpg fino a 12 megapixel, con risoluzioni tra il 640×480 e l’800×600 su monitor che variano tra i 5 e i 10 pollici. Ma se questa e’ solo una vecchia caratteristica dei portafoto tradizionali trasportata nell’era moderna, sono tutte le caratteristiche extra che fanno di questi portafoto un qualche cosa di “fantascientifico”. Queste caratteristiche comprendono, sulla maggior parte dei modelli in circolazione, la riproduzione di slideshow, di file audio mp3 per fare da colonna sonora e di filmati video. Quindi non piu’ semplici cornici statiche da lasciare sulla mensola, ma veri e propri oggetti multimediali, con memorie interne e lettori di schede per poter visualizzare interi “rullini” immediatamente, appena finita la vacanza o la giornata di foto.
I modelli piu’ avanzati e costosi presentano anche telecomandi per il controllo a distanza (cornici matsunishi), registratori vocali per inserire commenti alle foto o una narrazione alla slideshow, timer di accensione e spegnimento, connessioni wireless per il collegamento coi computer dai quali prendere le foto e in alcuni casi, addirittura sistemi di invio foto ad altre cornici per poter condividere i propri scatti con gli altri (servizi, questi ultimi, che spesso sono a pagamento), uscite video per la trasmissione sui televisori ed infine, per il top della gamma, lettori dvd (le conrini eMotion), in modo da tramutare un semplice portafoto, in un display portatile ingrado di contenere anche 40 giga di file e di essere un player vero e proprio.

I prezzi si aggirnao ora dai 60 euro dei modelli piu’ piccoli ai 300-400 euro dei modelli piu’ avanzati e le caratteristiche sembrano essere un po’ mal distribuite, cio’ che ti offre una marca, non te la offre l’altra e per avere un ottimo prodotto, capace di offrire tutte le caratteristiche migliori, si deve ancora aspettare qualche mese secondo la mia opinione. Qualche mese nei quali potrebbero anche aggiungere altre funzionalita’ oltre a quelle gia’ presenti, come ad esempio il touch screen che secondo me potrebbe avere delle ottime implementazioni in questo tipo di prodotti, mettendo i comandi direttamente a schermo e ridurre cosi’ ulteriormente l’ingombro limando millimetri preziosi.

Per avere una lista dei modelli e delle marche attualmente disponibili, basta fare un giro su amazon, dove si scopre che la cornice piu’ venduta e’ quella di Philips (forse il miglior rapporto qualita’/prezzo), ma che ce ne sono altre anche piu’ accattivanti, come quella di prossima uscita targata Kodak della linea Easyshare.

Steve Jobs riguardo alla musica online

Steve Jobs

Sul sito apple e’ stata pubblicata una lettera aperta di Steve Jobs dove parla del problema dei diritti musicali e delle protezioni in relazione alle controversie legali che si stanno aprendo in europa.

Nelle ultime settimane, in sempre piu’ paesi europei sta sorgendo la voglia di denunciare Apple Inc. per i suoi Digital Rights Management (DRM), che altro non sono che la protezione sui file musicali venduti dall’iTunes Music Store (iTms).

Il tutto e’ partito dalla norvegia, che ha bellamente dichiarato tali protezioni illegali per il sistema economico presente. Di fatto, i DRM fanno si’ che se io compero una canzone sull’iTms, quella canzone sara’ eseguibile su qualsiasi iPod e su 5 computer dotati di iTunes. Ed e’ proprio questo che e’ ritenuto illegale, perche’ iPod non e’ in grado di eseguire musica comperata su altri negozi e perche’ la musica venduta sul negozio apple, non e’ eseguibile su altri lettori.

Poco alla volta, altri stati come Olanda, Germania, Francia, si sono accodati a questa linea di pensiero ed e’ notizia di oggi che pure l’associazione Altroconsumo per l’Italia ha iniziato a seguire la stessa strada.

Cosa ne pensa quindi il proprietario della societa’ accusata?
Dalla lettera si capisce che lui concorda con le denuncie ricevute. E’ d’accordo nel voler vendere canzoni prive di protezione, ma e’ anche impossibilitato a farlo in quanto quelle protezioni sono pretese dalle 4 major di riferimento, le piu’ importanti case discografiche (Warner, Universal, Emi, Sony BMG, che da sole detengono oltre il 70% dei diritti musicali del pianeta).

In questa lettera aperta Jobs parla molto chiaramente della situazione attuale e dei 3 possibili scenari futuri. Spiega come al momento tutti facciano quello che fa apple: sony, suoi suoi negozi online, vende canzoni che possono essere eseguite solo sui suoi lettori. microsoft, fa la stessa cosa con lo Zune. Proprio Microsoft, ha cambiato idea sulla questione dei DRM; In origine lo zune doveva essere “aperto”, non avere restrizioni, ma in conclusione, pure la casa di Bill Gates ha dovuto fare retromarcia e utilizzare dei DRM proprietari di protezione.
E il motivo e’ sempre lo stesso: senza quei DRM, le Major si rifiutano di far vendere le loro canzoni sul web.
Quindi i 3 scenari sono: continuare cosi’, creare un DRM aperto a piu’ compagnie di modo da rendere interscambiabili i file protetti, o vendere canzoni libere da DRM. La prima ipotesi risulta essere un problema legale in diversi paesi, La seconda risulta inapplicabile per la complessita’ dello scambio di informazioni che devono restare segrete per evitare exploit e violazioni da parte di terzi, e la terza ipotesi e’ quella che pure Jobs vorrebbe attuare.

Altra cosa che evidenzia Jobs e’ un fatto piuttosto ironico e cioe’, che non e’ assolutamente vero che chi ha un iPod e’ legato allo store apple. Ecco il perche’: il modello di iPod piu’ diffuso al mondo e’ in grado di contenere circa 1000 canzoni, e da alcuni sondaggi risulta che gli iPod, siano quasi tutti riempiti nella totalita’ dello spazio disponibile, ma il totale delle canzoni vendute su iTms sul numero totale di iPod in circolazione, porta ad avere una media di 22 canzoni per ipod. questo vuol dire semplicemente che su 1000 canzoni in ogni ipod, solo 22 sono protette dai DRM di apple e il restante sono libere e ottenute in modi differenti.

Jobs conclude dicendo che l’Europa invece di accusare apple di attuare questo sistema di protezione, dovrebbe fare pressioni sulle 3 major che hanno sede proprio in Francia, Germania ed Inghilterra (Universal, Sony BMG ed emi), pressioni per fare si’ che la smettano di pretendere protezioni inutili, che non hanno risolto il problema della pirateria e che mai lo risolveranno. Le major vendono il 90% dei loro prodotti tramite CD e questi supporti non sono assolutamente protetti da alcun DRM, non ci vuole niente ad importarli su un pc in mp3 e a metterli online. Ritiene quindi assurdo che si pretenda l’uso dei DRM per la musica venduta online, ma senza quel sistema, non sarebbe mai esistito un iTms e nessun altro negozio online.
Alla Apple e alle altre societa’, converrebbe molto di piu’ vendere canzoni prive di DRM, perche’ lo sviluppo e il mantenimento di quei sistemi, sono costosi e una perdita di tempo. Se fosse possibile vendere musica priva di protezioni, dice Jobs, Apple trasformerebbe al volo il suo negozio online per vendere canzoni libere.

WordPress 2.1 “Ella”

Ieri notte, mentre stavo smanacciando sul sito per aggiustare alcuni dettagli grafici, ho notato nella dashboard di wordpress, la notizia che da pochi minuti era stata rilasciata la versione 2.1 tanto attesa con il nome “Ella”, che deriva da Ella Fitzgerald, e da quanto ho capito, da ora in avanti, le varie versioni prenderanno i nomi di artisti Jazz.
mi sono gettato a scaricarla e  installarla su un sito di test e devo dire che ad un primo impatto sebra piu’ veloce e molto migliorata dal lato codice. per il resto non ho avuto molto tempo per testarla e poi, l’ho cancellata, ma tra le novita’ piu’ interessanti ci sono:

  • un rinnovato editor testuale che permette di suddividere in tab il testo e il codice html senza dover aprire popup
  • spell checking per il controllo ortografico (da vedere se funzionera’ correttamente con le diverse lingue)
  • la possibilita’ di usare pagine statiche come home page (questo e’ possibile con le vecchie versione grazie ad un plugin)
  • autosalvataggi durante la scrittura di un articolo in modo da non perdere niente
  • miglior supporto per le lingue che scrivono da destra a sinistra
  • le pagine statiche possono essere bozze o private
  • molto altro…

WordPress si propone sempre di piu’ come un cms completo, la possibilita’ di usare pagine statiche come home e mettere il blog altrove, e’ molto interessante e puo’ aiutare chi come me vuole farsi un sito personale senza l’obbligo di doverlo classificare come Blog.

Infine, dalle varie notizie che ho letto sui vari siti dedicati a wordpress, si capisce come il supporto per le vecchie versioni continuera’ ancora a lungo, quindi chi non vuole correre ad aggiornarsi puo’ farlo tranquillamente continuando ad usare la versione 2.0.7.
Personalmente aspettero’ un po’, giusto il tempo di lasciare che wordpress-italia rilasci la versione in italiano e che i piu’ frettolosi facciano da betatester, di modo da sapere a cosa andro’ incontro, cosa potro’ sognare e a cosa dovro’ rinunciare.